Il Tirreno

Empoli

Parrini: «Ci proviamo ma niente illusioni»

Il deputato che si sta occupando della vicenda sottolinea che i margini di manovra sono ridotti

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EMPOLI. Sulla questione degli ex vetrai la politica si sta muovendo. Verifiche, indagini, tentativi di trovare una soluzione in extremis che riesca ad evitare una vera e propria beffa a decine di persone che hanno rischiato la vita sul lavoro.

La strada, però, è difficile, irta e piena di ostacoli. Il primo e il più duro da scavalcare è proprio il fatto che ad inchiodare questi ottanta ex vetrai ad una realtà di ingiustizia sono delle sentenze. «Da tempo sto facendo verifiche a livello ministeriale e presso l’Inps per cercare strade che permettano di affrontare il problema - afferma Dario Parrini, deputato Pd e segretario regionale dei democratici – purtroppo le sentenze giudiziarie sono un fatto pesante, ineludibile e condizionante».

Un presupposto, questo, che spenge molte delle speranze che dichiarazioni d’intenti di questo genere potrebbero legittimamente suscitare. Insomma, l’impegno c’è, ma il risultato non è garantito. Anzi. «Penso che sarebbe scorretto illudere delle persone facendo credere facile il difficile – prosegue l’ex sindaco di Vinci – si tratta di cittadini che hanno già subito un danno e che non meritano la beffa. Bisogna essere franchi: i margini di manovra, sia legislativi che amministrativi, sono assai ridotti. Questa è la verità».

Le possibili soluzioni, d’altronde, sono difficili da immaginare. Probabilmente l’unico modo di affrontare la faccenda sarebbe un decreto ad hoc che bloccasse le restituzioni. Una sorta di accordo bonario tra tutte le parti in causa con il quale si ribadiscano le necessità per la stabilità delle casse erariali, ma allo stesso tempo si venga incontro alle esigenze di lavoratori che nel complesso sono chiamati a restituire qualcosa come un milione di euro. Non hanno commesso un reato, non si sono appropriati illecitamente di soldi pubblici. Semplicemente hanno avuto la sfortuna, se proprio così vogliamo chiamarla, di essere arrivati in ritardo rispetto ad altri loro 300 colleghi a cui invece quei benefici sono stati accordati e di cui stanno godendo. E senza contare che, in base alle sentenze, le “colpe” dei padri ricadranno sui figli. Cioè, se gli 80 ex vetrai moriranno prima di aver restituito quanto stabilito, l’onere ricadrà sui familiari. Perciò, sarebbe sì scorretto illudere le persone, ma ancora peggio sarebbe non percorrere anche il più angusto dei sentieri. «Va da sé – chiude Parrini – che non lasceremo niente, ma proprio niente di intentato». (m.p.)

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