Il Tirreno

Empoli

Ucciso da un malore il presidente Carli

di Francesco Turchi
Ucciso da un malore il presidente Carli

Stava tornando da una cena con gli altri dirigenti della Pallacanestro che hanno tentato di rianimarlo, sospese tutte le attività

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EMPOLI. Se n’è andato parlando di basket, dopo avergli dedicato la vita. Empoli piange Giuseppe Carli, 66 anni, presidente della Pallacanestro, società che aveva fondato nel 1978 insieme a due amici.

Si è sentito male mentre stava tornando da una cena con altri dirigenti, che hanno tentato disperatamente di rianimarlo, fino all’arrivo dei soccorritori. Che hanno trasportato Beppe - come lo chiamavano tutti - al San Giuseppe, dove è morto intorno alle ore 3.30 di ieri.

Venerdì sera i dirigenti della società avevano deciso di trascorrere insieme la serata. Si erano dati appuntamento al palazzetto di via Lorenzoni a Ponte a Elsa, la “casa” della Pallacanestro. E da lì, a bordo di tre auto, avevano raggiunto un ristorante di Montespertoli. Da dove sono usciti poco dopo la mezzanotte.

Pochi minuti dopo si è consumata la tragedia. Durante il tragitto di ritorno, Giuseppe parlava con gli amici: «Almeno fino all’altezza di Martignana partecipava alla conversazione - racconta il direttore sportivo Roberto Mencherini, che si trovava a bordo di un’altra macchina - poi è rimasto in silenzio, ma gli altri pensavano si fosse addormentato».

Una volta arrivati nel parcheggio del palazzetto, hanno capito che Carli stava male: «Provavamo a chiamarlo, ma non rispondeva. E non riuscivo a sentire il battito del cuore. Ho chiamato l'ambulanza e nel frattempo abbiamo provato a rianimarlo con il defibrillatore in dotazione all'impianto. Ma è stato tutto inutile. Lo strumento non è neanche entrato in funzione».

Perché non si trattava di un arresto cardiaco, ma - come è stato spiegato inseguito dai medici ai dirigenti - di un'embolia, che non gli ha lasciato scampo.

I soccorritori inviati sul posto dalla sala operativa del 118 hanno comunque tentato il tutto per tutto.

L'hanno intubato e trasportato in ambulanza all'ospedale San Giuseppe di Empoli, dove Carli è morto intorno alle ore 3.30.

Ora la salma si trova all'obitorio di viale Boccaccio, dove in tanti, in queste ore, si sono recati per testimoniare la loro vicinanza alla famiglia.

Giuseppe, che in passato aveva avuto una piccola attività nel settore calzaturiero, era in pensione.

Lascia la moglie Nadia e le due figlie, Elisa e Ilaria. Oltre a un immenso vuoto nel mondo della pallacanestro, che lo ha visto protagonista per decenni. Aveva fondato la società empolese nel 1978, insieme a Vincenzo Faggiano e Antonio Pertici.

E ne era il punto di riferimento, da sempre, guadagnandosi la stima e il rispetto di tutti coloro che sono passati dalla Pallacanestro - in prima squadra come nelle giovanili - ma anche dei dirigenti avversari e di tutti gli addetti ai lavori, per la sua serietà e la sua passione, al di là della categoria, dalla Prima Divisione alla storica B2, e della carica che rivestiva: proprio nel corso della scorsa estate, era tornato al timone, dopo essere stato presidente onorario nella passata stagione.

La società ha subito chiesto e ottenuto dalla Federazione, nella mattinata di ieri, il rinvio della partita in programma oggi a Prato contro la Sibe per la seconda giornata del campionato di serie C Silver.

Ma il dolore è troppo grande in casa Pallacanestro per pensare alla palla a spicchi. E così la società ha sospeso tutte le attività sportive, fino al funerale, come annunciato attraverso un comunicato sul sito internet ufficiale: «Con Giuseppe se ne va un pezzo della Pallacanestro empolese».

Il funerale di Giuseppe Carli si terrà domani mattina, alle ore 11, nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Fontanella.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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