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Fucecchio applaude i suoi Leoni Rampanti
Buti: «Un onore questo premio». L’ironia di Cardellicchio: «È la prima volta che parlano bene di me»
FUCECCHIO. Sono stati consegnati, in una sala consiliare gremita, i Leoni Rampanti 2015: come anticipato nei giorni scorsi quest’anno le onorificenze sono andate al giornalista e scrittore Riccardo Cardellicchio e al capitano della nazionale italiana di pallavolo Simone Buti; l’atleta non ha potuto presenziare di persona perché in ritiro con la nazionale ma si è collegato via Skype in diretta durante la premiazione, poco prima che i suoi genitori ritirassero a suo nome il Leone Rampante.
«Sono felice di ottenere questo premio – ha sottolineato il torrigiano Buti – perché per me è “tanta roba”. Certo avrei voluto essere lì di persona, l’emozione sarebbe stata ancora più grande; col lavoro che faccio, tuttavia, sono spesso lontano da casa. E’ un onore essere accostato ad altri grandi atleti come Alessandro Lambruschini e Andrea Tafi, premiati negli anni scorsi. Ora testa all’Europeo, dobbiamo fare bene». Buti ha poi fatto un “in bocca al lupo” alle giovani pallavoliste presenti, invitandole ad impegnarsi e soprattutto a divertirsi. Il 31enne centrale della Sir Safety Perugia, che indossa la numero 1 sia nella squadra di club che in nazionale, è stato ovviamente premiato per i prestigiosi traguardi raggiunti nella sua ormai decennale carriera sportiva; ultimo, ma solo in ordine di tempo, il secondo posto conquistato nella recente World Cup, che ha permesso alla nazionale guidata da coach Blengini di ottenere subito il pass per le Olimpiadi di Rio de Janeiro del prossimo anno, quando lo stesso Buti potrebbe ancora una volta conquistare i gradi di capitano.
Ma prima di Buti è stato premiato Riccardo Cardelicchio, che nel 2004 – quando era assessore alla cultura – istituì proprio il premio del Leone Rampante. L’amico Ademaro Toni (editore e direttore della rivista Erba d’Arno) ne ha ricordato la carriera, per poi passare la parola al giornalista, visibilmente emozionato: «E’ la prima volta che qualcuno parla bene di me - ha detto in tono scherzoso riferendosi all’introduzione di Toni – ma sono veramente emozionato e commosso. Quando creai questo premio non lo feci perché pensavo di meritarlo. Grazie a tutti voi». Tra l’altro c’è un gustoso aneddoto che lega Cardellicchio a Buti: quando il futuro giornalista era ancora piccolo e sfollato in Padule durante la seconda guerra mondiale, Cardelicchio era ospite a casa del nonno del pallavolista. Un’esperienza che Cardellicchio non ha mai smesso di raccontare negli anni a venire, concentrandosi sulle cronache della tremenda strage perpetrata dai nazisti in Padule il 23 agosto 1944. Oltre alla lunga carriera giornalistica, di Riccardo Cardellicchio è stato premiato anche il suo importante contributo portato alla cultura e alla storia locale grazie ai suoi numerosi scritti. Durante la cerimonia un suo brano è stato interpretato dall’attore Andrea Giuntini. (m.s.)
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