Il presidio
Firme per abolire l’accorpamento delle Asl
Nell’Empolese la sfida del comitato referendario contro la riorganizzazione della sanità
EMPOLI. Un referendum per abrogare la legge regionale 28 del 2015 sul riordino del sistema sanitario. A promuoverlo è un comitato composto da associazioni, esponenti politici di diverso orientamento e semplici cittadini che si è costituito sul territorio in queste settimane. Con la legge regionale 28 di fatto sono state ridotte le Asl toscane accorpandole in tre strutture che gestiranno delle macroaree a partire dal gennaio prossimo. L'Asl 11 finirà in quella Toscana Centro insieme all'azienda sanitaria di Prato, a quella di Pistoia e a quella di Firenze. «Nella sostanza ciò significherà - attaccano dal comitato promotore del referendum abrogativo - una diminuzione dei servizi, un aumento delle liste di attesa e il taglio di circa duemila operatori sanitari, la maggior parte dei quali medici e infermieri. Siamo di fronte alla creazione di Asl di dimensioni esagerate che decideranno di cosa hanno bisogno i cittadini senza dover rendere conto ai sindaci, alle associazioni del territorio e quindi alla cittadinanza stessa. E' un trend che si sta affermando ormai da anni con la diminuzione dei posti letto e con una forte spinta verso l'utilizzo delle strutture private. Già oggi una parte dei toscani non si cura in maniera adeguata perché non riesce a sostenere il costo dei ticket o perché ha difficoltà a raggiungere il luogo di erogazione del servizio. Naturalmente si tratta dei più poveri e disagiati, che poi sono quelli con i peggiori indicatori di salute».
Il comitato, quindi, sta organizzando una campagna di raccolta firme per abrogare una legge di riorganizzazione ritenuta "sbagliata" e per riaprire il confronto sul sistema di gestione della sanità.
Prevenzione e qualità dei servizi sono le parole d'ordine da cui i promotori del referendum partono per lanciare la loro battaglia, in netto contrasto anche con le scelte assunte anche dal governo in materia.
«L'attuale governo - proseguono - è impegnato sui tagli alla sanità pubblica perseguendo la strada dell'austerità e del ridimensionamento del welfare. Taglio al fondo sanitario, blocco del turn over, riduzione dei presidi: un combinato disposto che crea disaffezione nei cittadini e spinge coloro che possono permetterselo a dotarsi di una polizza assicurativa privata. Noi diciamo no a tutto questo». (m.p.)
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