Meteo
Bloccato il rilancio del centro
Un’ala della biblioteca chiusa da più di tre anni e ancora manca l’ok al cantiere
EMPOLI. Luglio 2012. L’amministrazione comunale di Empoli decide di chiudere al pubblico la sala maggiore, la sala Tassinari e il piano terra della Biblioteca. Compreso l’accesso principale in via Cavour, con gli utenti che vengono dirottati in via dei Neri. Diventano off-limits anche i magazzini, contenenti trentamila volumi (quasi la metà del patrimonio della Fucini). Tutto perché serve un intervento di ristrutturazione, con il conseguente adeguamento alle normative antisismiche.
Ottobre 2015. L’area è ancora inutilizzabile. C’è il progetto, ci sono i soldi, ma manca il nulla-osta della Soprintendenza per dare il via alla gara d’appalto. Che, nella migliore delle ipotesi, arriverà a primavera 2016. Si tratta di un progetto da 1,5 milioni di euro, 700.000 dei quali già stanziati dalla Regione, mentre la parte restante sarà a carico del Comune di Empoli. Una cifra importante per un intervento indubbiamente complesso che era stato annunciato con una previsione fin troppo ottimistica.
Era stato l’attuale vicesindaco Franco Mori - all’epoca assessore della giunta Cappelli - ad indicare (in un’intervista dell’agosto 2013), il 2014 come «l’anno della biblioteca», annunciando l’avvio del cantiere per i primi mesi, con la speranza «che nell’arco di tutto l’anno vengano portati a termine i lavori».
Che invece, due anni dopo, non sono neanche partiti. La biblioteca “Renato Fucini” continua a svolgere regolarmente la sua intensissima attività, senza alcun disservizio, ed è un punto di riferimento per la città.
Ma la vicenda è comunque l’emblema di un pezzo di centro della città che fatica a trovare la strada del rilancio. Complici scelte sbagliate e carenza di fondi (come nel caso degli ex bagni pubblici), scarsa lungimiranza (basta pensare ai mancati interventi di manutenzione al palazzo ex Sert), ma anche ritardi e la solita, immancabile, burocrazia, che hanno messo lo zampino sulla ristrutturazione della biblioteca.
«L’edificio - sottolineano dall’amministrazione comunale empolese - fu costruito da persone che aiutavano i frati in aggiunta al convento, con materiali poveri, che nel corso del tempo ha risentito del sovraccarico di libri e volumi» (una buona parte dei quali sono stati poi trasferiti nei magazzini dell’ex ospedale di via Paladini). Per questo la giunta-Cappelli decise di chiudere un’ala del palazzo e intervenire con il consolidamento e - di conseguenza - con l’adeguamento alle varie normative.
Ma l’iter, tra ricerca dei soldi e messa a punto del progetto, è stato decisamente lento. Sono passati gli anni e ancora una tempistica certa non c’è.
L’amministrazione guidata da Brenda Barnini ha presentato nell’aprile scorso il progetto alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Firenze, Pistoia e Prato (il cui parere è vincolante, trattandosi di un edificio storico), che - nel corso dell’estate - ha risposto, chiedendo una serie di integrazioni, recepite e inserite dall’ufficio tecnico del Comune nel progetto-bis, rivisto e corretto, spedito nuovamente - a metà settembre - alla Soprintendenza. Che dovrà pronunciarsi nuovamente entro la fine dell’anno. Se arriverà l’ok, entro primavera partiranno i lavori, «anche perché - sottolineano dagli uffici di via Del Papa - i soldi ci sono».
Altrimenti - in caso di richiesta di nuove integrazioni - si dovrà attendere ancora, con un’ulteriore modifica del progetto e un nuovo parere della Soprintendenza.
Insomma, nella migliore delle ipotesi il cantiere per rendere più sicura e funzionale la biblioteca comunale partirà quasi quattro anni dopo la chiusura dell’area.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
