Il presidio
Poche sono le postazioni di autovelox rimaste attive
EMPOLI. Molte delle postazioni per gli autovelox fissi nell'Empolese Valdelsa non funzionano, o meglio, non vengono più attivate da anni. Le nuove normative hanno quasi messi al bando questo...
EMPOLI. Molte delle postazioni per gli autovelox fissi nell'Empolese Valdelsa non funzionano, o meglio, non vengono più attivate da anni. Le nuove normative hanno quasi messi al bando questo strumenti. Secondo una cartografia della Prefettura di due anni fa dovevano essere 45 le postazioni fisse (il cui costo di installazione è stato di almeno 10mila euro ciascuna) per il rilevamento automatico della velocità, comprese quelle sulla Fi-Pi-Li.
Ma in funzione ce ne sono meno di dieci. Le normative che si sono susseguite hanno generato grandi problemi e contestazioni di multe da parte dei cittadini che hanno portato i Comuni a spegnerli, adattarli alla normativa o metterne di nuovi spendendo ancora. Qualche amministrazione si è adeguata, è ricorsa agli speed check, gli autovelox arancioni che non hanno bisogno del cartello di segnalazione. Non possono però ospitare misuratori fissi ma solo quelli mobili in dotazione alle pattuglie che devono essere presenti al momento dell'infrazione.
Di fatto gli autovelox classici, gli autobox a scatola ma anche i Traffiphot a palo verticale, costellano ancora le nostre strade. E quelli utilizzati, a norma diciamo, sono pochi. Caso emblematico a Fucecchio dove le postazioni sono sette ma ne funziano solo due : a San Pierino e Botteghe. Mentre a Querce, Vedute, a Cinelli, su via Fiorentina e sulla circonvallazione sono spente. Non ci sono postazioni a Empoli attive al momento, sulla Fi-Pi-Li è stata tolta una postazione a Montelupo. Mentre, invece, sulla Tosco Romagnola, sempre nel territorio della ceramica, da poco la prefettura ne ha riacceso uno.
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