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Empoli

No ai tagli, sì alla crescita Il sindaco lancia il Cesat

di Marco Sabia
No ai tagli, sì alla crescita Il sindaco lancia il Cesat

In vista della diminuzione delle Asl, Alessio Spinelli mette le mani avanti: «La Regione deve investire in questa struttura che sta riscuotendo successi»

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FUCECCHIO. Potenziare il Cesat del San Pietro Igneo, tenendo di conto dell’importanza di questa eccellenza sanitaria nel processo di razionalizzazione che sta investendo tutte le Asl toscane: a chiederlo è il sindaco Alessio Spinelli, che vorrebbe una maggiore considerazione per la struttura fucecchiese da parte delle istituzioni. Queste le sue parole:« Abbiamo sposato appieno le linee programmatiche regionali – sottolinea il sindaco di Fucecchio– e proprio per questo motivo siamo convinti che il progetto del Centro Artroprotesico a Fucecchio debba essere tutelato e valorizzato perchè rappresenta una delle eccellenze della sanità toscana». E continua: «La Regione deve continuare ad investire in questa struttura che sta riscuotendo grandissimi successi, cercando di potenziarla anche dal punto di vista del personale in modo da poter aumentare ulteriormente il numero degli interventi. E oramai una necessità visto che i riconoscimenti ottenuti e la qualità dei servizi erogati ha fatto si che arrivino pazienti da ogni parte d’Italia allungando così le liste di attesa. Mi piacerebbe che aumentasse il personale, che venisse occupato anche il terzo piano con laboratori appositi, tutto per aumentare il numero d’interventi e diminuire le liste d’attesa: in fondo la trasformazione da ospedale a centro artro-protesico è stato un successo». La sanità toscana si sta riorganizzando e le Asl passeranno da undici passeranno a tre. Una situazione che per certi versi mette sull’attenti il sindaco, anche se al momento non ci sono pericoli immediati sul futuro del Cesat:«Con tutti i tagli e le razionalizzazioni in corso mi dispiacerebbe che ci rimettesse il Cesat, che io anzi penso debba crescere, anche perché grazie alla struttura guidata dal dottor Marcucci si sta risollevando la parte alta del centro storico dov’è dislocata. Il Comune ha creduto nel progetto del Cesat non solo a parole ma con i fatti, investendo alcuni milioni di euro per realizzare un parcheggio e un percorso meccanizzato a servizio dell’ospedale. Auspico che anche la sanità toscana, che da decenni si distingue per qualità dei servizi nel panorama nazionale, continui con gli investimenti senza alcuna titubanza perché i risultati ottenuti finora sono sotto gli occhi di tutti». I “successi“ del centro, oltretutto, stanno avendo anche una ricaduta positiva sul centro storico di Fucecchio. Prossimamente, ad esempio, l’auditorium dell’ex Abbazia di San Salvatore ospiterà (16 e 17 ottobre) il XXIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Biomeccanica in Ortopedia e Traumatologia. I massimi esperti nazionale in materia si ritroveranno a Fucecchio per due giorni di confronti e approfondimenti. Dentro al Cesat si provvede alla inserimento di protesi (e alla loro revisione) per quanto riguarda l’anca e il ginocchio; solitamente, se il decorso post operatorio è quello auspicato, il paziente in massimo una settimana se ne torna a casa. C’è anche un laboratorio per lo studio del movimento dove – grazie a telecamere decisamente sofisticate – è possibile analizzare il cammino dei pazienti con software appositi, sia prima che dopo l’operazione; una tecnologia simile a quella impiegata nei videogiochi per ricreare i movimenti dei vari beniamini dello sport.

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