Il Tirreno

Empoli

Esproprio, Comune condannato dovrà sborsare 550.000 euro

di Francesco Turchi
Esproprio, Comune condannato dovrà sborsare 550.000 euro

Aveva quotato 7 euro al metro quadrato l’area dove è stato realizzato il parcheggio dell’ospedale Il tribunale attribuisce un valore quadruplo, l’ente ottiene la dilazione del pagamento in tre tranche

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EMPOLI. L’esproprio è stato fatto con un prezzo troppo basso. E ora - a distanza di nove anni - il conto da pagare per il Comune di Empoli è decisamente salato: oltre mezzo milione di euro, rispetto ai centomila previsti. Perché oltre all’indennità al metro quadro che è quattro volte quella preventivata, a far lievitare la cifra ci sono anche gli interessi e le spese legali.

La sentenza (574/2015) della Corte di Appello di Firenze è un macigno sulle casse dell’amministrazione comunale, che ha messo a punto un piano triennale per saldare il debito. Il terreno in questione è quello di viale Boccaccio, dove è stato realizzato un parcheggio da oltre trecento posti auto, con ingresso dalla rotatoria di fronte alla farmacia Amenta: un’area di 14.790 metri quadrati, espropriata nel 2006 dall’allora giunta-Cappelli per 7 euro al mq. Una cifra ritenuta non congrua dai proprietari privati (Bini, Gazzarri, Mazzoni). Da allora è andata avanti per anni una battaglia legale, che si è conclusa con la condanna del Comune di Empoli.

All’epoca l’amministrazione aveva accantonato in via precauzionale presso la Cassa depositi e prestiti poco più di 100.000 euro, cifra che era ritenuta sufficiente per un terreno agricolo seminativo arborato. Una valutazione decisamente diversa rispetto a quella della controparte, che addirittura aveva chiesto 4,8 milioni di euro (309 euro al metro quadrato), puntando sul fatto che l’area si trova a ridosso dei servizi, a cominciare dall’ospedale San Giuseppe. Un anno fa era arrivata la valutazione del consulente tecnico d’ufficio del tribunale di Firenze, che aveva stabilito in 103 euro al metro quadrato il prezzo da pagare per il Comune. Un conto da un milione e mezzo di euro che aveva messo decisamente in allarme gli uffici di via Del Papa. Che a quel punto presentarono un ulteriore fardello di documenti per dimostrare che la stima era comunque eccessiva, puntando anche sul fatto che si trattava pur sempre di un terreno seminativo e che quella cifra era spropositata - sempre secondo l’amministrazione - per i reali valori di mercato sul territorio empolese. La “memoria difensiva” è stata efficace e ha contributo a ridurre di due terzi la valutazione. Ma le conseguenze della sentenza sono comunque pesanti. Per quei terreni espropriati i privati hanno diritto a un’indennità di 29 euro al metro quadrato. Questo significa che il Comune deve tirare fuori 466.000 euro, ai quali ci sono da aggiungere 59.000 euro di interessi maturati in tutti questi anni e 25.000 euro di spese legali, per un totale di 550.00 euro. Considerando che 103.000 euro erano già stati accantonati, ne servono altri 446.000.

«La sentenza è esecutiva - spiega l’assessore al bilancio Andrea Taddei - quindi non ci sono margini: dobbiamo pagare. Però siamo riusciti a far abbassare notevolmente la prima valutazione del consulente del tribunale e a spalmare il pagamento in tre anni. Ci siamo ritrovati a dover far fronte a una vicenda che risale a molti anni fa, più di così non potevamo fare». Poi spiega il piano: «Non si tratta di far fronte a un problema di liquidità - puntualizza - perché la disponibilità nelle casse comunali c’è, ma semmai dobbiamo fare i conti con i vincoli alla spesa imposti dal patto di stabilità».

Non per quest’anno: il governo infatti - proprio un paio di mesi fa - aveva accolto la richiesta dell’amministrazione guidata dal sindaco Brenda Barnini, sbloccando circa 200.000 euro, secondo quanto previsto dal decreto cosiddetto ’Enti Locali’ - liberandoli dalla morsa dei vincoli del patto di stabilità. Di questi, 42.000 riguardano proprio le sentenze passate in giudicato, e saranno utilizzati per pagare quasi tutta la prima tranche (48.000 euro). Altri 258.000 euro dovranno essere sborsati l’anno prossimo e gli ultimi 140.000 nel 2017, con l’auspicio che nel frattempo la morsa del patto di stabilità venga allentata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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