una fattoria per l’auto sostenTamento
GAMBASSI TERME. Tre ore di lavoro, i vigili del fuoco che scavano con le mani nel fango, a lume di lanterna. Un compagno e un figlio che seguono i soccorsi, passeggiando nervosamente. E che poi...
GAMBASSI TERME. Tre ore di lavoro, i vigili del fuoco che scavano con le mani nel fango, a lume di lanterna. Un compagno e un figlio che seguono i soccorsi, passeggiando nervosamente. E che poi impazziscono di gioia quando finalmente la loro “Cenere” viene liberata dalla trappola di fango dove era rimasta incastrata.
Una storia a lieto fine che assume i contorni della favola da raccontare ai bambini e capace di far commuovere gli adulti. Perché gli ingredienti per far stringere il cuore ci sono tutti. Cenere è un’asina gravida di duecento chilogrammi, che vive all’interno dell’Ecovillaggio Habitat, gestito da un’associazione culturale con lo scopo di salvaguardare le specie autoctone toscane e, più in generale, quelle in via d’estinzione.
Un paradiso “bio” di tredici ettari tra bosco, uliveti e terreni seminativi, che rappresentano una scommessa vinta per Roberto Liardo, 36 anni, fiorentino, che dopo 11 di lavoro come receptionist tra varie strutture alberghiere, nel 2010 ha deciso di buttare cravatta e computer per cambiare vita. E che oggi porta avanti insieme ad altri quattro soci nella fattoria gambassina (che si raggiunge dalla Provinciale 4 in zona Castagno, attraverso una strada sterrata lunga un paio di chilometri) dove vivono api, galline, pecore. E asini. Una famigliola, con mamma Cenere, babbo Ciuchino (ma ribattezzato Furia «per la sua indole»), e il piccolo Eco.
Cenere esce dal recinto, percorre pochi metri ed entra in un laghetto completamente secco. Che si è trasforma in una trappola. Le sue zampe sono affondate nella melma. Ciuchino ed Eco se ne accorgono e iniziano a ragliare, attirando l’attenzione di Roberto e dei suoi compagni di avventura: «L’asina - racconta Liardo - era immersa nel fango fino alla pancia. Abbiamo provato a liberarla, ma era impossibile. E così abbiamo chiamato i vigili del fuoco».
Una squadra del distaccamento di Petrazzi è intervenuta con un fuoristrada: «Hanno illuminato l’area - completamente buia - con le torce. E hanno iniziato a scavare, utilizzando le mani e le pale». Ma non basta. E intanto Eco e Ciuchino seguono da vicino i soccorsi, percorrendo senza sosta il sentiero che costeggia il laghetto: «Viste le difficoltà abbiamo deciso di chiedere aiuto alla ditta Gronchi di Montaione, che è intervenuta con un escavatore». I vigili del fuoco imbracano Cenere - un’operazione particolarmente delicata visto che è gravida - che con l’escavatore viene finalmente liberata, al termine di un’operazione andata avanti per quasi tre ore.
È quasi mezzanotte quando la famigliola, che presto si allargherà con l’arrivo degli asinelli, si riunisce. «La reazione di Eco è stata commovente. È andato incontro alla sua mamma e l’ha coccolata». Ora l’asina sta bene: «È ancora un po’ nervosa e in parte coperta di fango, perché quando mi sono avvicinato con la striglia non l’ha presa... benissimo. Temevo che si fosse rotta una caviglia, per come la teneva quando era immersa nel fianco. E invece non appena è stata portata in salvo, ha iniziato a camminare normalmente. Ringrazio i vigili del fuoco di Petrazzi e la ditta Gronchi che l’hanno salvata».
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