Il presidio
Affitti, canoni più bassi e meno tasse ai proprietari
Ecco gli effetti di un accordo firmato da Comune e associazioni del settore Grazie all’alta densità abitativa la cedolare secca verrà ridotta al 10%
di Chiara Capezzuoli
EMPOLI
È stato firmato un accordo territoriale per il canone concordato tra Comune, le associazioni dei proprietari e i sindacati degli inquilini per calmierare gli affitti e diminuire il peso fiscale a cui sono soggetti i proprietari. «Finalmente presentiamo il nuovo accordo territoriale frutto di un lungo lavoro. Speriamo che possa combattere gli sfratti per morosità incolpevoli - ha spiegato l’assessore alle politiche sociali, Lucia Mostardini - grazie al canone concordato speriamo di dar risposta a tutte quelle famiglie che si trovano nella cosiddetta fascia grigia che è sempre più in aumento». Fanno parte della fascia grigia quelle famiglie che hanno un reddito troppo elevato per rientrare nei casi di edilizia pubblica ma che allo stesso tempo non hanno uno stipendio che permetta loro di potersi far carico di un normale affitto.
I benefici per chi deciderà di prendere in affitto o di dare in locazione un’abitazione con il canone concordato saranno riscontrabili da entrambi i lati: l’inquilino avrà infatti un affitto calmierato e più basso rispetto a quelli del libero mercato mentre il proprietario dell’abitazione avrà sgravi fiscali piuttosto ingenti che permetteranno a lui di guadagnare una cifra uguale o addirittura più alta rispetto a quella da affitto nel mercato libero. Praticamente in questa maniera i proprietari, soprattutto di appartamenti sfitti, avranno notevoli benefici così come quelli che fino ad oggi hanno preferito affittare i propri alloggi secondo le regole del libero mercato. «In merito alle agevolazioni per i proprietari si parla soprattutto di Imu e Tasi - ha ricordato l’assessore al bilancio Andrea Taddei - per quanto riguarda l’Imu l’impegno dell’amministrazione comunale è stato quello di portare l’aliquota dallo 0,99% alle 0,76%. Per quanto riguarda la Tasi, invece la volontà è stata quella di togliere l’imposta fatta eccezione alla prima casa».
In poche parole il proprietario dovrà pagare molte meno tesse. Questo grazie anche all’introduzione della cedolare secca al 10% che per la prima volta arriva nel comune di Empoli perché dal 2014 il territorio rientra tra i comuni ad alta densità abitativa. In altre parole si avrà un’enorme risparmio considerando che la cedolare dei contratti liberi (e non a canone concordato) ammonta la 21%.
Ad esempio nel caso di locazione a libero mercato di un alloggio di tipologia A (quella di maggior pregio) di 80 mq a Ponzano il proprietario potrebbe avere un’entrata annua pari a 6mila 720 euro alle quali vanno sottratte ben 2mila 339,20 euro derivanti dall’aliquota piena dell’Imu e della cedolare al 21%. Di conseguenza l’introito finale netto sarà di 4mila 380,38 euro. Se lo stesso appartamento di Ponzano venisse invece dato in affitto calmierato, il canone concordato annuo sarebbe pari a 6mila 144 euro alle quali andrebbero sottratte 641,40 di cedolare secca al 10% e 1328,40 euro di Imu/Ici. In questo caso l’introito annuo finale del proprietario sarebbe di 4mila 817,60 euro, cioè 436, 80 euro in più rispetto alla messa in affetto dell’appartamento secondo il libero mercato. «Speriamo che il canone concordato venga utilizzato sempre più spesso dai proprietari delle abitazioni - ha commentato il sindaco Brenda Barnini - e che possa servire a dar risposta alle fascia grigia e a colmare i molti appartamenti sfitti della nostra città».
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