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Abiti usati, ora è emergenza: nuovo assalto ai cassonetti
Il Comune di Fucecchio chiede la rimozione ma Publiambiente per ora non interviene e i disperati stavolta prendono di mira il contenitore di viale Buozzi
FUCECCHIO. I cassonetti dei vestiti usati tornano al centro dell’attenzione: dopo che l’amministrazione – tramite Publiambiente – aveva fatto rimuovere quello in via Marco Polo perché preso d’assalto da alcuni disperati, questi ultimi si sono spostati su quello in viale Buozzi, provvedendo a trasformarlo in un bazar di vestiti di seconda e terza mano. Si tratta di un’altra puntata della triste vicenda, con l’assessore all’ambiente Silvia Tarabugi che aveva promesso che tutti i raccoglitori sarebbero stati rimossi.
La richiesta dell’assessore è sulla scrivania di Publiambiente, come ha spiegato la stessa Tarabugi: «Non sono cose che si fanno in un giorno solo – sottolinea – ma mi auguro che per il 15 ottobre, quando arriveranno le bollette Tari, i cittadini ricevano un’informativa nella quale si spiega che tali raccoglitori devono essere rimossi. Così i cittadini potranno organizzarsi e portare i loro vecchi indumenti da qualche altra parte, prima di rimuoverli c’è bisogno d’informare i cittadini. Che i raccoglitori vengano presi d’assalto è l’ennesima dimostrazione della presenza di un disagio sociale. La volontà rimane quella di toglierli, attendo una risposta dagli uffici di Publiambiente a cui ho scritto una lunga mail nei giorni scorsi».
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L’idea migliore sarebbe quella di trovare un’associazione che se ne occupi, che possa ricevere presso la propria sede le donazioni di indumenti e poi li possa smistare ai più bisognosi. Il problema – per adesso – riguarda principalmente i raccoglitori dislocati nel centro cittadino mentre nelle frazioni al momento la situazione è più o meno tranquilla; unica eccezione Ponte a Cappiano, dove le condizioni sono pressoché le stesse, forse perché si tratta di una frazione vicina al centro. A dare l’assalto sembrano essere gli stessi individui, in grande prevalenza stranieri: tolgono i vestiti dal cassonetto (rischiando di farsi male col meccanismo) e cercano qualcosa di riutilizzabile. Come nel caso di via Marco Polo i più arrabbiati sono i residenti, soprattutto per il degrado che si viene a creare: le persone si provano tranquillamente scarpe, pantaloni e magliette in mezzo alla strada; qualcuno ha anche il brutto vizio di entrarci con metà busto dentro, col rischio di rimanere bloccato dal sistema di chiusura del cassonetto.
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