Accordo alla Twin disc operai in “cassa” per un anno
Sono 54 gli addetti dell’azienda di Limite e Capraia nel settore navale Il sindacato Cgil: «Ora chiederemo che siano garantiti gli investimenti»
LIMITE E CAPRAIA. E' stato trovato ieri pomeriggio l'accordo al tavolo della Città Metropolitana di Firenze per la firma della cassa integrazione straordinaria pari a dodici mesi per i 54 lavoratori della Twin Disc, l’azienda che ha sede a Limite e Capraia.
Lo scorso 7 agosto l'azienda, una multinazionale del settore navale, aveva aperto le procedure per l'avvio della cassa integrazione straordinaria, per tutti i 54 dipendenti a fronte della crisi che da anni investe il comparto navale.
All'incontro in Città Metropolitana, i dirigenti si erano presentati al tavolo «con la richiesta di cassa integrazione per crisi e con il progetto di attuare un riassetto ed una ristrutturazione aziendale profonda anche in termini occupazionali» spiega Yuri Campofiloni della Fiom Cgil Firenze.
Mercoledì si è svolta l'assemblea dei lavoratori che al termine della discussione aveva dato mandato all'organizzazione sindacale di firmare l'ammortizzatore e, come spiega la Cgil « bocciare il piano industriale, con l'obiettivo di poterlo discutere e cambiare nella sostanza e nei contenuti al prossimo incontro utile».
«L'assemblea di mercoledì, che ha visto un'ampissima partecipazione dei lavoratori, ha deciso con il 91,6% dei consensi di firmare la cassa integrazione, vincolando però l'accordo alla garanzia dell'anticipo e maturazione del salario differito per poter garantire ai dipendenti un sostegno concreto» spiega ancora Campofiloni della Fiom Cgil di Firenze.
Che prosegue: «Ottenuto questo risultato, abbiamo contemporaneamente chiesto che si apra una fase di confronto sul piano industriale. Un piano che non nasconde la volontà di esternalizzare la parte di produzione di serie e che denota una volontà chiara di ridimensionamento e trasformazione del sito da prevalentemente produttivo a prettamente commerciale, come si evince dalla dichiarata "esternalizzazione della produzione di serie" riportata nel testo e dalla totale assenza di veri investimenti su prodotto e strategia commerciale per l'Italia dello storico marchio BCS».
«Come Cgil Fiom riteniamo - spiega ancora Yuri Campofiloni - che gli investimenti siano garanzia dei livelli occupazionali, pertanto al prossimo incontro, fisssato al tavolo politico dell'unità di crisi della Città metropolitana per lunedì 14 settembre, assieme alle istituzioni, chiederemo che siano garantiti sia gli investimenti sui prodotti, che in nuove strategie commerciali, al fine di rafforzare le linee di produzione sullo stabilimento di Limite e Capraia».
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