«L’Unione ha fallito meglio fare le fusioni»
EMPOLI. Le opposizioni all’attacco dell’Unione dei Comuni, che nell’ultima seduta ha presentato il proprio bilancio al consiglio. Il bilancio, appunto, e «il fallimento del decentramento...
EMPOLI. Le opposizioni all’attacco dell’Unione dei Comuni, che nell’ultima seduta ha presentato il proprio bilancio al consiglio. Il bilancio, appunto, e «il fallimento del decentramento amministrativo» al centro delle critiche dei consiglieri Niccolò Macallè e Alessandro Borgherini (rispettivamente Progetto per il cambiamento e Ora si cambia) e Matteo Palanti e Sabrina Ciolli (Linea Civica). «L’ultima seduta del consiglio dell’Unione – scrivono in una nota Macallè e Borgherini – ha certificato il fallimento delle politiche amministrative degli ultimi venti anni. L’ente era nato per il decentramento amministrativo, invece le funzioni dell’ex provincia andranno alla Città metropolitana e alla Regione. Ad oggi, esclusa la formazione professionale fino al 31 dicembre, le uniche funzioni esercitate dall’ente sono quelle affidategli dagli altri comuni. Altro che decentramento».
Un ragionamento espresso anche dai due consiglieri di Linea Civica, che si scagliano anche contro un bilancio che definiscono «la bara di un ente mai davvero nato». «Approvare un documento di previsione alla fine dell’anno significa sminuire l’Unione – affermano Palanti e Ciolli – i cui organi fino ad oggi hanno dovuto sopportare una gestione a metà nel limbo dell’ordinaria amministrazione, con le conseguenza che sono sotto gli occhi di tutti: dalla manutenzione scolastica al vettovagliamento di Villa Serena, solo per fare due esempi di una gestione scellerata di un servizio pubblico. Nel bilancio, per stessa ammissione del sindaco Torchia, non sono state compiute scelte politiche, rimandate al documento di programmazione. Se i cittadini leggessero gli obiettivi programmati per quest’anno, avrebbero tutte le ragioni per chiedere che quello che è diventato un carrozzone a tutti gli effetti venisse chiuso nel più breve tempo possibile».
Un nuovo assetto amministrativo, insomma, che viene rivendicato anche da Borgherini e Macallè. «In attesa di capire quale sia il progetto del Pd, se un progetto esiste, ci chiediamo se non sia il caso di riaprire l’ormai purtroppo sopita discussione sulla fusione di alcuni comuni e, in prima battuta, associare immediatamente altre funzioni comunali a partire dalla gestione del personale, del centro elaborazione dati e dell’ufficio gare e contratti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
