Il Tirreno

Empoli

Il Comune cambia regole e tariffe per gazebo, banchi e passi carrabili

di Francesco Turchi

La Tosap va in pensione: «Con il canone sarà più facile andare incontro alle richieste dei commercianti» Il periodo di occupazione permanente sale da tre a cinque anni, semplificato il metodo di calcolo

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EMPOLI. Addio tassa, ora c’è il canone sull’occupazione del suolo pubblico. In termini di spesa non cambia praticamente niente per il commerciante che ha un gazebo o per il cittadino che paga per il passo carrabile (le variazioni oscillano nell’ordine degli spiccioli). Ma l’operazione ha una doppia finalità: da una parte la semplificazione delle procedure, che ora saranno decisamente più snelle. E dall’altra garantire più margine di manovra alla giunta, che d’ora in avanti potrà andare incontro alle richieste (anche in termini di sconti) che potrebbero arrivare - per esempio - dai commercianti di un’area specifica: «Rispetto alla tassa - sottolinea l’amministrazione comunale - il canone è uno strumento più flessibile che consente il governo del territorio; tiene conto delle caratteristiche socio-economiche della collettività, con la previsione, nel tempo, di azioni di promozioni e di agevolazioni delle occupazioni che riqualifichino le varie zone cittadine, le attività che vi si insediano, e nel contempo la tutela del pubblico interesse. Il Cosap consente di classificare il territorio comunale sulla base dell'importanza e della centralità delle singole zone, e nel contempo, di adeguare l'entrata al valore economico della disponibilità dell'area ed al sacrificio imposto alla collettività».

La tassa ha una disciplina legislativa, il canone demanda l'intera disciplina al regolamento comunale, ampliando tra l'altro la potestà normativa dell'ente locale, il quale può stabilire in piena autonomia sia la disciplina che le tariffe. Il consiglio comunale di Empoli ha dato il via libera all’istituzione del canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche e ha approvato i relativi regolamento e tariffe (che in regime di Tosap sono rimaste invariate dal 2009 ad oggi): «Il canone è il corrispettivo che si paga per qualsiasi occupazione di spazi e aree pubbliche, appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile del Comune e quelli di proprietà privata soggetti a servitù di uso pubblico: insomma, gazebo dei bar, ma anche passi carrabili, impalcature dei cantieri edili, banchi dei mercatini, fino alle antenne della telefonia». Al di là della variazione di terminologia utilizzata (canone anziché tassa), molte sono le differenze tra la tassa e il canone. La più evidente è quella da individuare nella differente natura di questi due tipi di entrata. Infatti mentre la Tosap è un'entrata tributaria, il canone rappresenta un'entrata di carattere patrimoniale; ciò configura anche una differente collocazione di queste due entrate nel bilancio comunale.

Non sarà aumentato il prelievo sulle singole concessioni esistenti e saranno garantite al bilancio di previsione 2015 del Comune entrate non inferiori a quelle stanziate: si prevede infatti un'invarianza di gettito fra Tosap e Cosap. Si pagherà in sostanza la stessa cifra, anche se per i periodi brevi sarà leggermente inferiore il canone rispetto a periodi lunghi. Inoltre l'amministrazione comunale, per venire incontro agli imprenditori che investono in spazi esterni, ha prolungato il periodo di occupazione permanente portandolo da un massimo di 3 anni a 5 anni.

La semplificazione deriva dal fatto che il calcolo avviene solo sulla base di pochi parametri: il numero dei giorni di presenza, i metri quadri occupati, la tipologia dell'occupazione e la categoria che dipende dalla classificazione dell'area. In sintesi il calcolo può essere fatto autonomamente. Non solo: il Comune metterà a disposizione a breve un calcolatore automatico sul proprio sito internet.

Tanto per fare un esempio. Il territorio comunale è suddiviso in tre categorie, in base alle zone. Per un dehors di dieci metri quadrati in categoria 1 (centro storico), si pagheranno 111 euro al metro quadrato all’anno (per un totale di 1.111 euro); per un gazebo in categoria 2 si scende a 77,50 euro al metro quadrato all’anno, fino ai 44,42 euro in terza categoria: cifre praticamente identiche (le variazioni sono nell’ordine di pochisimi euro, in più o in meno, dipende dai singoli casi) a quelle della Tosap.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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