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Chiedono il contributo per l’affitto anche se hanno la casa di proprietà
Pubblicata la graduatoria per il bonus con più di mille famiglie in fila nell’Empolese Valdelsa Tra i 168 esclusi una decina di furbetti che hanno già un immobile o vivono in appartamenti Erp
EMPOLI. Hanno l’immobile di proprietà ma chiedono al Comune il contributo per l’affitto. E se da una parte una distrazione durante la lettura del bando ci può stare, dall’altra è evidente che tra gli esclusi dalla graduatoria ci sono anche i furbetti. Che ci hanno provato, ma sono stati beccati. E bocciati. Sono una decina in tutto e vanno a fare compagnia agli altri 160 esclusi per la mancanza di altri requisiti, che vanno dall’Isee superiore a quello massimo consentito, alla carenza di documentazione.
Il quadro. L’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa ha pubblicato la graduatoria provvisoria per l’assegnazione dei contributi a integrazione dei canoni di locazione. La novità è che le domande sono in calo: 1.168 quelle accolte, alle quali vanno aggiunte le 168 escluse. Un anno fa erano state 1.600 (1.427 ammesse), cento in più rispetto al 2013.
Le fasce. Il bando è stato redatto dal servizio Politiche abitative e per l’Immigrazione dell’Unione dei Comuni e riguarda tutto il circondario. Il fondo affitti, riservato a coloro che pagano un canone in un alloggio privato, garantirà fino ad un massimo di 3.100 euro per la fascia più alta (fascia A) e fino a 2.325 euro per quella più bassa (fascia B). Anche se «ci si riserva - si legge nel bando - la possibilità di erogare percentuali diverse dal 100% del contributo al fine di consentire una distribuzione più ampia delle risorse che negli ultimi anni sono sempre risultate insufficienti a coprire l’intera domanda» e anche «la possibilità di destinare alla fascia B una percentuale delle risorse trasferite nella misura massima del 40% qualora non sia dato un contributo a tutti i soggetti della fascia A». Per rientrare nella fascia A l’Ise (Indicatore della situazione economica) deve essere inferiore a 13.062,14 euro, con incidenza del canone sul valore Ise non inferiore al 14%. Mentre rientra nella fascia B chi ha un Ise compreso tra 13.062,14 euro e 28.216,37 euro con incidenza del canone sul valore Ise non inferiore al 24 per cento (valore Isee inferiore a 16.000 euro).
I soldi. L’anno scorso sono stati distribuiti 1,1 milioni di euro: 783mila messi sul piatto dalla Regione attraverso l’Unione e altri 325mila euro dai singoli Comuni (120.000 euro dei quali da quello di Empoli). L’importo a disposizione per il 2015 dovrebbe essere in linea con quello del 2014, ma sarà quantificato soltanto a fine anno, con la distribuzione ai beneficiari che non inizierà prima della primavera 2016.
Gli esclusi. Un’apposita commissione ha effettuato le verifiche sulle domande pervenute, per controllare che i richiedenti avessero tutti i requisiti richiesti nel bando. E qui le sorprese non sono mancate. Al di là degli errori materiali nella presentazione della documentazione, talvolta incompleta, c’è anche un buon numero di cittadini che hanno chiesto i soldi pur con la consapevolezza di non avere diritto al contributo. In molti casi si va nel tecnico (la percentuale di incidenza del canone sul valore Ise o la certificazione Isee incompleta). Molto spesso il motivo dell’esclusione è da ricercarsi nella tempistica della residenza (gli extracomunitari devono essere residente in Italia da almeno 10 anni o in Toscana da 5).
Proprietari. Una decina di famiglie sono state escluse per il semplice fatto che sono proprietarie di un immobile. Tra i requisiti richiesti c’erano infatti «l’assenza di titolarità di proprietà, uso, usufrutto e abitazione su immobili ad uso abitativo». Ma in realtà c’è chi ci ha provato lo stesso. Due cittadini di Montaione sono stati esclusi perché proprietari di immobili (uno in Italia e l’altro all’estero); altri tre sono stati esclusi a Fucecchio perché proprietari al 100% di un immobile; volevano il contributo per l’affitto nonostante la titolarità di diritti di proprietà anche un vinciano, un montelupino e tre famiglie di Empoli, dove sono state presentate tre richieste anche da nuclei già assegnatari di case popolari.
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