Il presidio
Muore ex infermiere tre mesi dopo l’incidente con l’Ape
FUCECCHIO. Fucecchio piange la scomparsa di Franco Beconcini, storico infermiere dell'ex ortopedia del San Pietro Igneo, morto ieri nella clinica "Villa delle Terme" di Impruneta, dov'era stato...
FUCECCHIO. Fucecchio piange la scomparsa di Franco Beconcini, storico infermiere dell'ex ortopedia del San Pietro Igneo, morto ieri nella clinica "Villa delle Terme" di Impruneta, dov'era stato trasportato nelle settimane scorse dopo un grave incidente stradale nel quale era rimasto coinvolto lo scorso 9 aprile.
Il magistrato ha disposto l'autopsia, con la salma trasferita alla medicina legale di Careggi. Beconcini, con il suo Ape Piaggio, aveva tamponato un'utilitaria e - nell'impatto - si era provocato una grave lesione midollare con relativo shock spinale: trasportato con l'ambulanza al San Giuseppe di Empoli, era stato poi trasferito al Cto di Firenze per una delicata operazione chirurgica tesa a stabilizzare la grave frattura. All'uomo - nato il 2 luglio 1947 - era stata salvata la vita ma la lesione midollare gli aveva causato una paralisi dal collo in giù, oltre a rilevanti difficoltà nel respiro. Dopo la permanenza al Cto era passato alle cure del personale di Villa delle Terme all'Impruneta, dove vengono seguite gravi patologie, lungodegenze e riabilitazioni neurologiche, oltre che i pazienti in stato di minima coscienza. Ma le precarie condizioni di salute di Beconcini gli hanno causato spesso infezioni, l'ultima delle quali gli è stata fatale. Franco in questo periodo complicato aveva comunque recuperato un minimo d'indipendenza, sempre relativamente alle sue condizioni molto gravi; faceva tutto quello che poteva, mettendoci tanto impegno e forza di volontà. Beconcini aveva lavorato per 35 anni in ortopedia a Fucecchio, mettendo il gesso a generazioni di fucecchiesi (e non solo) incappati in fratture. Era andato in pensione nel 2004, a 57 anni. A casa coltivava i suoi hobby, dove faceva anche piccoli lavoretti; era un grande tifoso del Milan e spesso lo si vedeva in giro proprio con la tuta sociale della squadra rossonera. "Franchino", come era stato ribattezzato, lascia la moglie Maria Nada e i figli Walter, Katy e Maurizio. Il funerale sarà fissato dopo l’autopsia.
Marco Sabia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
