Italia
Ricerche senza esito Viareggio mobilita pescatori e bagnini
Oggi nuovo servizio di pattugliamento della costa Riascoltati gli amici: «Pensavamo fosse uno scherzo»
VIAREGGIO. Militari, bagnini, pescatori. Tutta Viareggio sta battendo una larga fetta di costa per trovare Yacouba Bamba, il 21enne originario della Costa d’Avorio residente a Empoli, scomparso mercoledì pomeriggio nel mare della Darsena dopo essersi tuffato da un pedalò noleggiato con gli amici. Questa mattina alle 7 è scattato il terzo giorno di ricerche, coordinate dalla Capitaneria di porto: nemmeno ieri, nonostante l’impiego massiccio di uomini e mezzi, ci sono state novità.
Yacouba Bamba è arrivato mercoledì mattina a Viareggio con quattro amici, due italiani e due marocchini, tutti della zona tra Empoli e San Miniato, per godersi qualche ora sulla spiaggia libera della Lecciona. Poco prima delle 15 ha deciso di noleggiare un pedalò con gli altri ragazzi al bagno Aretusa. A 200 metri dalla costa, un po’ più verso sud - per la precisione tra i bagni Vittorio Veneto e Giorgia - è avvenuta la tragedia.
Ieri in Capitaneria si sono presentati i genitori dei ragazzi coinvolti, increduli e disperati per quanto avvenuto. Sono stati riascoltati i quattro amici che erano con il ragazzo, e che hanno confermato la versione fornita nell’immediatezza della sua scomparsa. Versione che fin da subito era stata ritenuta degna di fede dai militari.
«Hanno raccontato che erano in acqua e che si tuffavano e risalivano sul pedalò - dice il vicecomandante della Capitaneria Federico Giorgi - il ragazzo scomparso si è tuffato una prima volta e poi è risalito sul pedalò, mentre gli altri erano in acqua. Poi dallo scivolo si è gettato nuovamente in mare. Gli amici hanno notato che non era a galla, credevano ad uno scherzo: pensavano che si fosse nascosto sotto il pedalò. Quando si sono accorti che non riemergeva hanno dato l’allarme ai bagnini».
Da ricordare che, subito dopo la tragedia, i ragazzi hanno raccontato di aver bevuto delle bibite ghiacciate (probabilmente anche sul pedalò). Elemento che potrebbe far pensare a una congestione fatale per Yacouba.
Ieri, a partire dalle 7, sono state impiegati una motovedetta e un battello della Guardia costiera viareggina: alle operazioni di ricerca hanno collaborato anche mezzi e personale dei vigili del fuoco con un gommone, una moto d’acqua ed il nucleo sommozzatori partito da Livorno, per un totale di quattro mezzi. Alle 13 ha sorvolato la zona di ricerca anche l’elicottero dei vigili del fuoco della base di Arezzo “Elidrago 23”, che già aveva battuto la zona mercoledì sera alla ricerca di qualche traccia: l’elicottero ha pattugliato lo specchio d’acqua della Marina di Levante dal porto di Viareggio fino a Marina di Vecchiano, con esito negativo.
A terra hanno lavorato una pattuglia della Capitaneria di porto e personale dei vigili del fuoco.
Alla ricerca hanno collaborato anche i titolari degli rappresentanti degli stabilimenti balneari e i bagnini, così come le cooperative di pesca che lavorano in zona. Questo per far sì che tutti gli elementi utili potessero essere raccolti e messi a disposizione della Capitaneria. Le ricerche, come il primo giorno, si sono protratte ben oltre il tramonto e continueranno anche oggi sempre sotto il coordinamento della Guardia costiera di Viareggio e con mezzi e personale della Capitaneria di porto e dei vigili del fuoco.
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