Il presidio
Capolavori tascabili di legno con il fan Bill Clinton
A Montespertoli Roberto Menchiari riproduce miniature con scorci di Firenze. Iniziò questa produzione per amore
MONTESPERTOLI. Immaginate di alzarvi la mattina da letto e di ritrovarvi di fronte uno scorcio di piazza Santa Croce. Oppure di andare a fare colazione nella vostra sala da pranzo affacciati su borgo San Frediano. E perché non pranzare lungo i canali di Venezia. Impossibile? No per chi conosce la straordinaria arte di Roberto Menchiari artista romano di origine ma ormai fiorentino a tutti gli effetti che nella sua casa tra le campagne di Montespertoli riproduce Firenze in miniatura. Gli scorci più significativi della città, quelli che a lui trasmettono maggiore emozione si trasformano, grazie al suo sapiente tocco, in architetture tascabili curate in ogni minimo dettaglio, tanto che avvicinandosi sembra quasi di trovarsi veramente a passeggiare per i vicoli e per le strade della città di Dante. Ed è proprio una camminata a dare il via alla realizzazione dell’opera.
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«Le mie opere nascono con una passeggiata – racconta Menchiari – una passeggiata a mente libera normalmente per le vie di Firenze a guardare la meraviglia di questa città e a scovare qualcosa che normalmente non si vede per la troppa fretta, perché si corre perché spesso non ci si sofferma sui particolari. Quando trovo qualcosa che mi piace mi fermo fotografo e poi mi porto le foto a casa e a quel punto comincio il mio lavoro». Scorci suggestivi da importanti palazzi, fino a semplici angoli di palazzi, con qualche graffito e i panni appesi alla finestra, in grado di trasmettere a chi li guarda una forte emozione. Menchiari che ha una formazione come matematico e fisico e applica le dovute proporzioni alle sue foto e come per magia gli fa prendere nuovamente vita. «Si parte da una base di legno - racconta - chiaramente con le proporzioni esatte, poi una volta realizzato lo scheletro lo copro con calce e collanti vari e poi do la tessitura giusta».
Ed ecco che i quadri iniziano ad animarsi: a fare la differenza è la ricerca del dettaglio. «Dopo aver realizzato la struttura mi dedico ai dettagli e realizzo gli infissi, le decorazioni utilizzando il vero materiale di cui sono fatti». Ed ecco che le piccole porte sono realizzate col legno, le saracinesche dei negozi, le ringhiere dei balconi o le inferiate con il metallo, i panni appesi ai fili per asciugare o gli striscioni di protesta appesi dai cittadini alle finestre sono realmente di stoffa. Gli affreschi all’interno dei tabernacoli sono veri affreschi in scala ridotta. Una ricerca che si va ad aggiungere alla precisione e alla grande manualità di Menchiari che non lascia nulla al caso. E per realizzare un’opera impiega mediamente un mese, un mese e mezzo.
Il suo è un successo mondiale e le sue opere fanno il giro. Menchiari ha esposto in tutto il mondo anche a New York nell’importantissima galleria Ok Harris e i suoi quadri oggi sono nei salotti più importanti del globo. Anche in quello dell’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton che in casa ha la miniatura di uno dei palazzi più belli di Piazza Santa Croce. «Quando venne a Firenze volle conoscermi – racconta Menchiari – e poi con i suoi fedelissimi fece una corsetta in centro per andare a vedere proprio il palazzo raffigurato nel mio quadro». Ma non solo Firenze, Menchiari nelle sue oltre 250 opere ha raffigurato anche altre città, come Venezia, New York, New Orleans e alcune di queste sono anche dotate di illuminazione. L’opera però a cui è più legato è la prima realizzata. «Sono fortemente legato alla numero uno – racconta - . Vivevo a Firenze ed ero molto legato a Lilly una ragazza americana che viveva in casa con me. Per un periodo lei è tornata in America è ho pensato così nel periodo della sua assenza di dipingerle un quadro raffigurante il nostro portone di casa. Ma volevo fare qualcosa di straordinario e così ho iniziato ad usare una nuova tecnica realizzando la prima delle mie opere in miniatura. L’ ho intitolata “Per non sbagliare strada”. Quando Lilly è tornata era entusiasta e mi ha detto “Questa è la tua arte” e da li non ho più smesso. E Lilly è diventata mia moglie». Ecco come nascono opere minuscole, ma dal messaggio gigantesco.
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