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Empoli

in pieno giorno

Rubano due corredi fotografici da un’auto a Empoli

I ladri hanno sfondato il vetro dell'auto (foto d'archivio)
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I ladri hanno sfondato il vetro dell'auto (foto d'archivio)

I ladri spaccano il vetro mentre i proprietari sono al bar a Villanuova e portano via ventimila euro di materiale

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EMPOLI. Spaccano il vetro dell’automobile in sosta e, in meno di dieci minuti svuotano la bauliera del suo prezioso contenuto: due corredi da fotografo amatoriale, per oltre ventimila euro di valore.
È accaduto alle porte di Villanova, dove i due - uno dei quali è Alfredo Caciagli, giovane empolese appassionato di fotografia e figlio di Amleto, noto esperto di ciclismo, sport per il quale collaborava in passato, con giornali ed emittenti radiofoniche.
È lo stesso Alfredo a raccontare la disavventura, per la quale farà una dettagliata denuncia al commissariato di polizia.

«Io e un mio amico fotografo avevamo deciso di trascorrere la mattinata a fare qualche scatto della campagna che circonda la nostra città – racconta Caciagli – Così prima siamo stati in un posto, poi ci siamo spostati verso Villanuova, dove avevano intenzione di scattare qualche foto al vecchio ponticino, approfittando del fatto che era stata tolta l’erbaccia».
I due trascorrono buona parte della mattinata in quel posto.
Poi quand’è l’ora di tornare a casa, decidono di fare una sosta nel vicino bar per un caffè. Che mai - è proprio il caso di dirlo - fu più amaro.
«Prima di andare al bar – racconta ancora Alfredo – abbiamo messo il nostro materiale, in bauleria. Prendendo ogni accorgimento possibile. Tutto era chiuso, nulla visibile dall’esterno. E siamo andati a bere un caffè. Saranno passati al massimo dieci minuti. Non di più».
E sono stati abbastanza perché qualcuno ha spaccato il vetro e portato via i borsoni con dentro obiettivi, corpi di macchine fotografiche e altri strumenti per gli appassionati di fotografia, del valore di almeno una dozzina di migliaia di euro a corredo. Alfredo la sua lista, lunghissima, di cose rubate, l’ha addirittura pubblicata su l suo profilo Facebook.
«È roba costosa – racconta – sono i sacrifici fatti quotidianamente. Quella strumentazione non si compra in un giorno».
Ma in un attimo è sparita. «Se qualcuno avesse visto qualcosa – conclude il fotografo empolese – mi può contattare. Vorrei che chi ha commesso quel furto, si pentisse. E ci facesse riavere quel materiale che è davvero il frutto di tanti sacrifici».
 

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