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E anche sul caos-locali manca una politica unitaria

E anche sul caos-locali manca una politica unitaria

Confesercenti sul caso Maes delle Fiandre: «No a provvedimenti punitivi» Martedì summit con Masetti e la titolare del pub per cercare un accordo

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MONTELUPO. Confesercenti alza la voce, ma allo stesso tempo prova a ricomporre la frattura. E soprattutto chiede all’Unione dei Comuni di non lasciare la materia alle decisioni dei singoli sindaci (come avviene spesso su molti temi). L’idea è di estendere a tutto il circondario il protocollo “Sogni d’oro” già operativo a Certaldo, dove gli esercenti si impegnano tra le altre cose a pulire all’esterno dei propri locali, anche se non di pertinenza, posizionare cartelli che invitano a rispettare il riposo altrui, ncentivare - attraverso prezzi più bassi - la vendita di analcolici e non fare promozioni sugli alcolici.

Il Maes delle Fiandre diventa un caso dopo che il sindaco di Montelupo, Paolo Masetti, ha ordinato al pub lo stop a mezzanotte per tutta l’estate, stanco di fare i conti con le lamentele dei residenti della vicina via Vinicola, dei costanti interventi di polizia municipale e carabinieri per il comportamento dei ragazzi al di fuori del locale e in particolare sulla Tosco Romagnola, con i conseguenti inevitabili rischi sul piano della sicurezza. E soprattutto stufo delle promozioni (2x1) del giovedì anche sugli alcolici. La replica della titolare, Adrienne Zissu, non si è fatta attendere: «Così ci fa chiudere». Ma intanto i residenti esultano per il provvedimento: «Basta pulire vomito e feci. C’è chi va a dormire altrove e chi fa la guardia alla casa fino alle 3».

Ora intervengono Confesercenti Empolese Valdelsa e Fiepet, attraverso i responsabili di area Lapo Cantini e Franco Brogi. Che martedì mattina parteciperanno - insieme a Masetti e a Zissu - a un summit «con l’obiettivo di mettere in campo quelle soluzioni, (molte delle quali già contenute nel progetto “Sogni d’Oro”, lanciato pochi giorni fa a Certaldo) che consentano di far coesistere una importante attività imprenditoriale come il “Maes delle Friandre” con le pubbliche esigenze di vivibilità e rispetto della quiete pubblica, prescindendo dall’adozione di provvedimenti punitivi che mettono a repentaglio posti di lavoro e continuità aziendale».

«Abbiamo affrontato la questione “movida” e locali notturni, più volte, anche recentemente, nella nostra area (dove le criticità sono generalizzate, ndr), alternando iniziative provocatorie (come i baristi in mutande a Gambassi Terme per protesta contro la raffica di multe per schiamazzi e rumori) a progetti importanti e di prospettiva come quello di Certaldo; lo abbiamo fatto e continueremo a farlo perché riteniamo che le poche attività rimaste sul territorio costituiscano un grande patrimonio economico e commerciale, che, come tale va difeso e preservato».

Tuttavia per una linea comune in tutta l’area si dovrà attendere almeno la prossima estate. Perché l’argomento - per ora - non è all’ordine del giorno dell’Unione. Un po’ come è già successo per la questione “sagre selvagge”, con ristoranti e pizzerie che da anni chiedono una regolamentazione - lamentando crolli degli incassi nel periodo estivo - e puntualmente l’argomento viene fatto slittare alla stagione successiva. Intanto però il delegato al commercio dell’Unione dei Comuni, Alessio Falorni, è pronto a sottoporre all’attenzione dei colleghi la questione relativi alla (difficile) convivenza tra locali e residenti: «Prima di tutto serve un confronto politico tra noi sindaci, poi incontreremo le categorie. Dobbiamo cercare di coniugare le esigenze degli esercenti con quelle dei cittadini. E la strada da seguire è quella della massima collaborazione tra istituzioni e privati».

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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