Il Tirreno

Empoli

«Ci vogliono tutti bene non credo al rogo doloso»

di Marco Sabia
«Ci vogliono tutti bene non credo al rogo doloso»

Incendio Standhall, Vannelli conta i danni, capannone sequestrato: nessuna pista esclusa Disposto il divieto di raccolta di frutta e ortaggi nel raggio di cinquecento metri

2 MINUTI DI LETTURA





CERRETO GUIDI. Ieri sera doveva essere l'occasione per festeggiare il raggiungimento di un traguardo e invece - 24 ore prima - un incendio ha distrutto la fabbrica (ora sotto sequestro) dove lavoravano: alla Standhall di Stabbia (proprio al confine con Lamporecchio) tutto - o quasi - è da buttare, bruciato in un rogo che ha impegnato i vigili del fuoco per tutta la notte e per il giorno seguente. Un'azienda che nemmeno due mesi fa era stata colpita dalla morte di uno dei titolari, Michele Vannelli di Montecatini Terme, caduto da un’impalcatura. La Standhall, nonostante tutto, era ripartita e aveva completato una commessa da più di 300.000 euro per un 'azienda di Lucca, con dipendenti e datori di lavoro che ieri sera volevano festeggiare per aver completato il lavoro nei tempi prestabiliti. La commessa - uno stand di 1000 metri - è andata distrutta come gran parte del capannone e della merce al suo interno; i pompieri ieri mattina hanno dovuto a più riprese spegnere i focolai che scaturivano dall'interno del capannone, con l'aria ancora irrespirabile per l'odore di plastica bruciata e flebile si notava il fumo attorno alla struttura. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, anche i carabinieri. E i tecnici di Arpat ed Asl 11: proprio sulla base dei primi rilievi (quelli definitivi saranno disponibili a giorni), il sindaco di Simona Rossetti, ha disposto in via precauzionale il divieto di raccolta di frutta e ortaggi nel raggio di 500 metri, e in generale tutti gli altri a lavare accuratamente i prodotti ortofrutticoli. Intanto c'era - e c'è tuttora - molto da fare, sia per ripristinare un minimo di condizioni di sicurezza sia per capire cosa sia accaduto e perché, visto che i vigili del fuoco hanno effettuato i dovuti rilievi e stanno valutando ogni ipotesi, compresa quella dolosa. Oltretutto la presenza di numerose porzioni pericolanti (parte del tetto è crollato) e i continui piccoli focolai che riprendevano vita hanno reso più complicato il lavoro dei pompieri, alla ricerca di una spiegazione per quanto accaduto. Per il padre del titolare, comunque, è esclusa l'origine dolosa: «Non sappiamo ancora - spiega Valter Vannelli - come sia partito l'incendio ma posso dire che siamo benvoluti da tutti. Potrebbe essere stato un corto circuito ma per ora non lo sappiamo. I danni sono incalcolabili al momento, soltanto lo stand che avevamo appena terminato aveva un valore di mercato sopra i 300.000 euro. Qui è tutto da buttare». E i dipendenti della Standhall a cosa andranno incontro? «Il nostro intento è di ripartire appena possibile, cercando un altro capannone dove lavorare: queste persone non devono rimanere a casa, non ci faremo abbattere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani