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Dopo la rapina fuggono in bicicletta
In 2, armati, praticano un foro nella parete ed entrano alla Crf di via Segantini: minacciati gli impiegati
EMPOLI. Hanno fatto un buco nella parete. Forse hanno approfittato della pausa pranzo per lavorare con martelli e scalpelli. E anche della calura di ieri che ha tenuto a lungo le strade deserte.
Oppure avevano preparato tutto durante la notte. Poco prima delle 16, approfittando di quel buco, hanno fatto irruzione dentro la banca - la Cassa di risparmio di Firenze di via Segantini. Erano in due. Ed hanno minacciato gli impiegati che, in quel momento, erano al lavoro. Avevano il volto coperto. Ed erano armati. Forse di pistola. O brandivano un coltello. Un particolare questo che non è chiaro. E che gli investigatori non hanno svelato.
Mostrando l’arma, però, hanno costretto gli impiegati a farsi consegnare i soldi che, in quel momento, erano all’interno della cassa che serve da deposito per il bancomat esterno.
Anche in questo caso, non si conosce l’ammontare dei soldi che i banditi hanno portato via. Ma, appena presi,i due hanno fatto a ritroso la strada che avevano utilizzato per entrare dentro la’istituto di credito.
Sono usciti dal foro che avevano praticato. E, secondo alcune testimonianze, da via Segantini i due rapinatori si sarebbero allontanati addirittura utilizzando delle biciclette.
L’allarme è scattato in maniera fulminea. Ma quando sul posto sono arrivati i carabinieri, dei due uomini non c’era alcuna traccia.
E neppure sono serviti i controlli capillari, subito fatti partire, insieme ad alcuni posti di blocco allestiti in poco tempo nei punti cruciali per la fuga.
Tutto è avvenuto quando mancava davvero una manciata di minuti alle 16.
Davanti alla banca presa di mira dai ladri, in quel momento, stavano aprendo numerose attività commerciali che, però, non si sono accorti di quel che stava accadendo, fino a che non hanno visto le auto dei carabinieri arrivare per fare i primi rilievi nell’istituto di credito e raccogliere le testimonianze degli impiegati che si trovavano all’interno della banca.
Probabilmente, la scelta di utilizzare, per la fuga dopo il colpo, le biciclette è dovuto proprio alla necessità di passare inosservati, ma anche all’agilità di movimento, in un’area che offre diverse vie di fuga.
Emilio Chiorazzo
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