Dona un rene al fratello per ridargli la vita
Lei Giulia è la titolare del bar Binario zero di via XI Febbraio, lui Federico fa l’agente immobiliare
SIENA. La speranza? Arriva dalla sorella grazie a un gesto fraterno: da una coppia di fratelli, arriva una grande lezione di altruismo. Quello più vero, più bello: che riguarda la speranza della vita.
Lei, Giulia Marchi, ha quarant’anni. Suo fratello, Federico ne ha cinque di più: anche un problema di salute, che sua sorella, ieri al Policlinico di Santa Maria alle Scotte di Siena, con grande altruismo, ha provato a risolvere.
Sono entrati insieme un una sala operatoria, Federico e Giulia. Giulia ha donato un suo rene al fratello.
L’intervento della speranza è iniziato ieri mattina quando mancavano pochi minuti alle dieci. In sala operatoria una equipe diretta dal professor Mario Carmellini, primario della chirurgia dei trapianti al Santa Maria delle Scotte.
Giulia è di Empoli. È sposata. Ha due figli. Ed è la titolare di un bar in via XI Febbraio, il ‘Binario Zero’.
Lui, il fratello, fino a qualche anno fa era gestore di un bar a Fucecchio: aveva in gestione anni fa il Bar Eden di via Roma. È sposato. Adesso vive a San Lorenzo di Brancoli, che è una frazione del Comune di Lucca. Ha cambiato pure mestiere: fa l’agente immobiliare. «Nel 2006 mi era stata scoperta una insufficienza renale – ha raccontato prima dell’intervento a un sito web, Gonews.it , Federico Marchi, chiedendo che poi la storia fosse resa nota proprio nel giorno in cui fosse avvenuta l’operazione, cioè ieri – e ci sarebbe stato da scegliere tra la dialisi oppure mettersi in lista d’attesa per poter essere sottoposti al trapianto».
È a questo punto che entra i gioco la sorella, «Mia sorella Giulia due anni fa si è offerta di essere lei la donatrice», racconta Federico. I due si sono sottoposti all’esame di compatibilità. La risposta è stata positiva. Così è stata fissata l’operazione: venerdì 29 maggio. Cioè ieri. « La mia intenzione – racconta ancora Federico Marchi –è quella di ringraziare mia sorella proprio. E lo volevo fare proprio nel momento in cui lei compie quel gesto di altruismo che per me significa speranza : nel corso dell’intervento chirurgico. So che a lei la salute non cambierà pur avendo un solo rene, anche se si dovrà sottoporre a un controllo annuale».
Per Federico, invece, questo gesto di Giulia significa rinascita. Il ritorno a una vita normale. L’intervento, dice il bollettino medico, stilato dall’equipe senese, subito dopo aver effettuato il trapianto, è riuscito.
A Empoli, alla fine del 2012, si era verificato un altro episodio simile: in quel caso fu la figlia a donare un rene al padre, un artigiano di 58 anni. L’intervento, in quell’occasione, fu fatto a Pisa.
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