Servizio d’ordine, un flop le accuse di Torre per la rissa
«Il nostro obiettivo era limitare la nemica e lo abbiamo fatto nel modo meno violento Invece le due tifoserie dovevano essere tenute distanti e questo non è avvenuto»
FUCECCHIO. Che cosa resterà del fattaccio, al Palio delle Contrade 2015, con il fantino Giosuè Carboni ingaggiato dalla contrada Torre per danneggiare la “nemica” Massarella, che aveva per cavallo il missile Rijhaid, vincente in batteria? E dunque come fermare, anche sfacciatamente, Giuseppe Zedde, già vincente nel 2012 con Sant’Andrea?
Tutto questo nonostante tre richiami ufficiali da parte del paziente mossiere Renato Bircolotti che comunque più di tanto non poteva fare nella buca D’Andrea. Lasciata smaltire la rabbia della rivale Massarella, la contrada Torre osserva a proposito dell’accaduto e spiega la sua versione dei fatti facendo accuse puntuali. «Il Palio non è disciplina olimpica, e pertanto oltre a un regolamento scritto esistono una serie di regole non scritte che la Torre non si sente certamente di aver trasgredito».
Quindi la contrada aggiunge qual’era l’obiettivo: «Limitare la rivale. E ciò è stato posto in essere nel modo meno violento possibile. Il frustino non è mai stato utilizzato nei confronti del fantino avversario, né tantomeno nei confronti del cavallo. Il tutto può esser verificato dai filmati video ufficiali e non. In passato abbiamo assistito ad azioni ben più aggressive e violente». Poi, dopo la difesa, la contrada biancoazzurra passa al contrattacco: «Contestiamo l’aggressione da noi subita da parte dai contradaioli di Massarella, di cui capiamo lo stato d’animo e la frustrazione, ma dei quali non accettiamo il comportamento violento manifestato durante e subito dopo la finale. Il consiglio d’amministrazione del Palio e l’amministrazione comunale devono chiarire come mai il servizio d’ordine ha permesso che le due tifoserie arrivassero al contatto. I contradaioli di Massarella hanno lasciato indisturbati il loro settore e attraverso la pista hanno raggiunto il settore della Torre: tutto ciò è successo mentre i cavalli stavano ancora correndo, e la finale non era ancora giunta a conclusione. Inoltre hanno lanciato a più riprese sassi, terra e bottigliette verso il cavallo, il fantino e le persone».
La scena è stata vista da chi era in buca, filmata e ritrasmessa. «Siamo stati accusati d'istigazione alla violenza, di aver fatto piangere i bimbi massigiani, di esser stati sleali e quindi di non voler bene al Palio. La violenza l’abbiamo subìta noi, essendo stati aggrediti fisicamente e da qualcuno, anche con cariche ufficiali, verbalmente. Ribadiamo che comprendiamo lo stato d’animo di chi non è riuscito a realizzare un risultato che credeva alla propria portata, ma valutiamo più grave il pianto di paura dei nostri bambini e delle nostre donne, che hanno assistito alla violenta aggressione dei loro cari, dei loro genitori ed amici. Son volati calci, pugni, sputi ed offese pesanti proprio davanti ai loro occhi! Infine la slealtà nel Palio è un concetto non definito e non definibile: il nostro obbiettivo andava raggiunto, e lo abbiamo fatto nell’ottica di quanto di lecito ci viene concesso in una “competizione” di tal tipo. Le opinioni discordanti di tutti gli addetti ai lavori su quanto è accaduto ne sono la riprova. Questo è anche il Palio, il Palio a cui assolutamente vogliamo bene, in cui il peso specifico di alcune contrade anche grazie a questi eventi può avere un valore diverso ogni volta di più!».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google