Intanto Acea organizza una “gita” a Grosseto con l’ad Irace
EMPOLI. Gli interrogativi sulla riorganizzazione del servizio idrico sono quelli che più preoccupano sindacato e lavoratori. Da parte delle istituzioni – primo fra tutti il governatore Enrico Rossi...
EMPOLI. Gli interrogativi sulla riorganizzazione del servizio idrico sono quelli che più preoccupano sindacato e lavoratori. Da parte delle istituzioni – primo fra tutti il governatore Enrico Rossi – sono arrivate rassicurazioni che la gestione rimarrà regionale, ma l’ipotesi di un ingresso da parte della multiservizi romana Acea è in campo. «Evidentemente le varie aziende che gestiscono il servizio idrico si stanno muovendo – spiega Giuseppe Dentato della Filctem Cgil – ma di questi movimenti non siamo a conoscenza. C’è un silenzio della politica su questo aspetto che certo non è positivo». Secondo le indiscrezioni Acea, che già ha una quota di partecipazione consistente in molte delle aziende pubbliche locali tra cui anche Acque Spa, potrebbe entrare come gestore unico del servizio idrico in Toscana e Umbria. L’operazione, anche se come detto di certezze in questo senso ancora non ce ne sono, acquisirebbe le quote dei Comuni che entrerebbero di fatto all’interno del consiglio di amministrazione della società romana con un peso del 10%. Ad oggi Acea (la più grande multiutility italiano con un bacino di 8 milioni di utenti) detiene già il 45% di Acque Spa attraverso la società Abab Spa. Acea è detenuta per il 51% dal Comune di Roma, per il 15% da Gaetano Caltagirone, per l’11,5% dalla società francese GDF Suez e per il resto da azionisti privati. In questi giorni, infatti, è ad una circolare interna al gruppo Acque che convoca i lavoratori ad un incontro con l’amministratore delegato di Acea, Alberto Irace, con tanto di servizio pullman da Empoli e Cambiano verso Principina Terra a Grosseto, dove si terrà l’incontro il prossimo 9 giugno. Dalla multiservizi romana fanno sapere che è un normale incontro che la società sta facendo con tutti i dipendenti delle aziende nelle quali ha delle partecipazioni, che riguarda la digitalizzazione dei processi di lavoro e la gestione dei servizi erogati alla clientela. Ma questo non spegne le preoccupazioni del sindacato. «Vogliamo sapere cosa succederà con la riorganizzazione – attacca ancora Rossano Rossi – a garanzia sia dei lavoratori che dei cittadini». (m.p.)
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