Il Tirreno

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Una favola che lega due generazioni

Una favola che lega due generazioni

L’orgoglio dei padri arancioverdi: «Questi ragazzi hanno imparato come si vince»

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FUCECCHIO. Il giorno dopo, il Palio 2015 è bello soltanto per Querciola, che ha vinto facendo una doppietta, e dando una lezione non soltanto di bravura ma anche di serietà. E questo da quando vinse il primo cencio nella seconda edizione del 1982. Ora le vittorie sono 5, ha fatto di meglio soltanto Porta Bernarda con 6, ma ormai è a secco dal 2008. Il babbo dell’attuale capitano è Sergio Bologni, ma non è soddisfatto. «Sono soddisfattissimo – scherza – perché ha vinto anche mio figlio Luca, un altro dei ragazzi che hanno imparato bene come ci si comporta nel palio. Gli abbiamo insegnato bene, sono cresciuti tra noi, era giusto responsabilizzarli». Anche in serietà? «Ci sono rivalità tra le contrade, ma non fino al punto di ingaggiare un fantino come ha fatto la contrada Torre per fermare Massarella che aveva per cavallo un missile, come dimostrato in batteria. Vuol dire inasprire gli animi, venire alle mani, litigare. Quel fantino, Giosuè Carboni, è da mettere all’indice, non soltanto a Fucecchio. Sono stato 17 anni tra i dirigenti, anche come capitano quando Gino Colibazzi era nel comitato del Palio. Ricordo le vittorie di Beppe Pes e De Pau, ma il bis di Mereu ci ha mandato alle stelle». Colibazzi padre avrà poi dormito la notte? «Certamente – risponde Gino – con la soddisfazione che i giovani ai quali abbiamo lasciato la contrada sono diventati più bravi di noi, hanno saputo fare una doppietta che a noi non era mai riuscita». Il popolo arancioverde non sta più nella pelle: quando ci sarà il festone della vittoria? «Il fantino è impegnato nei prossimi weekend, ma – conclude - non vediamo l’ora!».

Luciano Gianfranceschi

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