Il presidio
Pochi soldi e tutti drenati per pagare gli affitti
Istituti senza sicurezza: ci vorrebbe un milione ma arriveranno soltanto spiccioli
EMPOLI. Si fa presto a dire sicurezza. Per assicurarla, a parole, bastano poche battute. Ma per garantirla davvero ci vogliono soldi, molti soldi. Quanti? Almeno un milione, secondo una prima stima che poggia sulle richieste avanzate un anno fa dall’ex sindaco di Fucecchio e delegato per l’Unione alla scuola, Claudio Toni, e sulle necessità emerse negli ultimi mesi e messe sul piatto dai dirigenti scolastici in questi giorni. Gli stanziamenti provinciali erano insufficienti in passato e niente fa pensare che la Città metropolitana –complici quei circa 20 milioni di euro di taglio statale al nuovo ente fiorentino – possa fare di meglio adesso.
Affitti mangiasoldi. In attesa di capire dove andranno i 4 miliardi di euro promessi due giorni fa dal premier Renzi per l’edilizia scolastica, l’unica possibilità di reperire risorse concrete viene di anno in anno vanificata dagli affitti per immobili privati che ospitano aule e laboratori. La spesa per locazioni nel circondario costano alla Città metropolitana qualcosa come 650mila euro all’anno. Soldi questi che ci sarebbero e che potrebbero essere utilizzati per la sicurezza se e solo se fosse messa in campo una pianificazione di lungo periodo.
Proposte bocciate. All’inizio degli anni Duemila il Circondario aveva sollecitato la Provincia ad acquistare il plesso dove si trova il Brunelleschi – che attualmente è in affitto – mentre negli ultimi anni era stata avanzata l’idea di costruire un nuovo lotto in via Sanzio dove alloggiare il geometri e sostare nella sede di via Da Empoli l’artistico, in modo da lasciare la succursale di via Fucini. L’ultima, in ordine di tempo, è stata la proposta di utilizzare l’ormai ex tribunale – che si trova in stato di abbandono dopo la soppressione del settembre 2013 – come plesso scolastico. Il muro contro il quale si sono scontrate tutte queste ipotesi è stata sempre la stessa: la mancanza di risorse. Le stesse che, però, ogni anno si continuano a stanziare per pagare gli affitti.
Il fabbisogno.Ma torniamo alle risorse per la sicurezza. Lo scorso anno la Provincia stanziò 200mila euro per la manutenzione. Una cifra insufficiente già allora, visto che il delegato alla scuola per l’Unione, Claudio Toni, stimava una necessità di 660mila euro “per garantire un ambiente dignitoso agli studenti”. Di questi 110mila sarebbero serviti a coprire interventi urgentissimi e altri 550mila per imbiancature (150mila euro), coperture (200mila euro), altri lavori idraulici (100mila euro) ed elettrici (100mila euro). A questi vanno aggiunti gli interventi divenuti necessari quest’anno, dal ripristino dell’avvallamento nel solaio alla succursale del Virgilio in via Fabiani alla pedana per i disabili nella sede di via Cavour fino ai lavori nell’ultimo piano del plesso del Ferraris su cui da anni pende un certificato di inagibilità a causa dei bagni inutilizzabili, del riscaldamento che non funziona, delle porte che mancano alle aule e dei buchi nelle pareti di cartongesso. La cifra di un milione di euro è una stima, ma sembra più in difetto che in eccesso.
Antisisma e antincendio. E si tratta solo della manutenzione. Perché se si volesse allargare il tiro alla messa a norma degli impianti antincendio e antisismici – interventi rinviabili, ma fino ad un certo punto - si dovrebbero mettere in conto altri 6 milioni di euro. Insomma, quella che scontano gli istituti superiori del circondario è una situazione di grave disagio se non addirittura di emergenza.
Occasioni perse. Una situazione che non è stata minimamente alleviata dalla campagna avviata lo scorso anno dal governo che aveva lanciato dei bandi rinominati, nell’ordine, #scuolenuove, #scuolesicure e #scuolebelle. A beneficiare delle risorse messe a disposizione, tra sblocco del patto di stabilità e finanziamento dal fondo di sviluppo e coesione, sono stati vari plessi scolastici tra asili, elementari e medie in quasi tutti i comuni. Ma in nessun caso istituti secondari di secondo grado.
Cgil all’attacco. I problemi legati alla sicurezza, però, sono solo una parte del disagio che la scuola sta lamentando in queste settimane. I sindacati sono sulle barricate contro il ddl rinominato la “Buona scuola”e denunciano, tra le altre cose, una mancanza strutturale di personale che sarà coperta solo in parte dalle assunzioni annunciate. «Le immissioni dell’organico funzionale avranno un peso limitato rispetto al fabbisogno di insegnanti che abbiamo – attacca Grazia Tarani, responsabile di zona della Flc-Cgil – si calcola che verranno assunte 4-5 persone per ogni istituzione scolastica, a fronte di una necessità doppia se non tripla». All’appello nel circondario continuerebbero a mancare, insomma, centinaia di insegnanti. «Senza contare il fatto che si tratta solamente di tappare le falle nell’orario provocate da assenze e malattie – prosegue Tarani – perché difficilmente le immissioni saranno mirate sulla base delle reali esigenze didattiche. Il dramma è che non c’è programmazione: basti pensare alla vicenda innescata dalla sentenza della Corte europea sui docenti che hanno già svolte tre anni di supplenza. Non tutti quelli che le hanno fatte saranno assunti e l’unica soluzione paventata è che verranno sostituiti da altri, incrementando la frammentazione e la mancanza di continuità di cui tanto ci sarebbe bisogno. La ciliegina sulla torta è l’assenza della scuola dell’infanzia dal ddl di Renzi: non si sa cosa succederà ai bambini fino a sei anni».
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