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l’iniziativa della pubblica assistenza

Un’ambulanza in dono a un villaggio senegalese

Un’ambulanza in dono a un villaggio senegalese

FUCECCHIO. La Pubblica Assistenza di Fucecchio ha deciso di donare un'ambulanza al villaggio senegalese di Nguèniène che si trova a circa 150 chilometri dalla capitale del Senegal Dakar, nell'africa...

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FUCECCHIO. La Pubblica Assistenza di Fucecchio ha deciso di donare un'ambulanza al villaggio senegalese di Nguèniène che si trova a circa 150 chilometri dalla capitale del Senegal Dakar, nell'africa occidentale.

L'ambulanza sarà di supporto all'attività del punto medico del villaggio, una sorta di ambulatorio preziosissimo per la popolazione. Il mezzo partirà dal porto di Livorno in un container la prossima settimana per arrivare in Senegal dopo una ventina di giorni di navigazione. A Dakar sarà presa in carico da un alto esponente politico che si occuperà di farla giungere al villaggio di Nguèniene, punto di riferimento per una serie di comunità di circa 150.000 abitanti. Il trasporto è reso possibile grazie alla onlus "Four for Africa", che si occuperà in toto delle spese di navigazione. L'associazione è nata a Livorno nel 2008 e opera con i suoi progetti principalmente in Senegal per fornire i mezzi di sostentamento alla popolazione locale attraverso iniziative di vario genere. L'associazione - fondata da Andrea Ermini - è entrata in contatto col rappresentante fucecchiese della locale comunità senegalese, Seydina Issa Dijtte, il quale aveva già ottenuto la disponibilità della Pubblica Assistenza locale a donare al villaggio senegalese l'ambulanza, utilizzato dall'associazione di volontariato dal 2011 ad oggi per trasporti ordinari e principalmente per trasferimenti sanitari. L'ambulanza è in buone condizioni, rispetta tutte le donazioni di legge ed è equipaggiata di barella, impianto ossigeno e impianti acustici. «La Pubblica Assistenza di Fucecchio - sostiene il presidente Luciano Tafi - è sempre stata sensibile e si è già operata in passato per portare aiuti umanitari in paesi in difficoltà o colpiti dalla guerra. Un mezzo del genere in una realtà come quella può dare una grossa mano. Nei prossimi mesi saremo in diretto contatto con Nguèniène e nel mese d'agosto non è escluso che un nostro volontario si rechi lì per portare alla popolazione i nostri saluti». (m.s.)

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