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Empoli

Lezioni nel container da 7 anni per colpa del progetto “tradito”

Lezioni nel container da 7 anni per colpa del progetto “tradito”

Il nuovo Ferraris Brunelleschi ha solo 16 aule anziché 50 per carenza di risorse

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EMPOLI. Quel prefabbricato doveva essere una soluzione provvisoria. Ma dopo sette anni è ancora al suo posto. E potrebbe restarci a lungo. Anzi, gli amministratori - a questo punto - lo sperano: perché qualora non fosse recuperabile ci sarebbero 180 studenti senza aula per il prossimo anno scolastico. Il maxi-container fu realizzato nell’estate del 2008 come risposta temporanea alla carenza di aule del Ferraris Brunelleschi. «Di fronte a una storica mancanza di progettualità - aveva spiegato al tempo la dirigente scolastica Daniela Mancini - accogliamo con favore queste nuove aule».

Un boccone da mandare giù in attesa della realizzazione della nuova scuola, proprio accanto al plesso principale di via Sanzio. Ma la soluzione-tampone, come troppo spesso avviene in Italia, è diventata definitiva, nonostante le denunce di professori e studenti.

Perché nel frattempo il nuovo edificio è stato realizzato, ma solo in parte, a causa della carenza di risorse. Il progetto iniziale infatti prevedeva infatti la costruzione di tre lotti, con cinquanta spazi complessivi, bar, palestra e auditorium.

Ma poi le cose sono andate diversamente, con la Provincia di Firenze che ha deciso di realizzare soltanto il primo lotto (spesa di 5,8 milioni di euro per un edificio con materiali e impianti ecosostenibili), inaugurato a dicembre 2012, ben dieci anni dopo l’approvazione del progetto preliminare e con due anni di ritardo rispetto alla tabella di marcia.

«In realtà - spiega Mancini - questi spazi (5.500 metri quadrati complessivi, ndr) erano stati pensati e progettati come laboratori, ma vista la carenza di aule ho deciso di trasformarli in aule».

Una soluzione che ha permesso di dare ossigeno al plesso principale, ma che di fatto non ha liberato il prefabbricato. Insomma, per gli studenti dell’Istituto professionale non è cambiato niente: «Tuttavia mi preme puntualizzare che la struttura è brutta dal punto di vista estetico ma perfettamente a norma e non ha problemi di sicurezza».

Per gli altri due lotti - che risolverebbero definitivamente l’emergenza e manderebbero in pensione il prefabbricato - occorrono quindici milioni di euro, senza considerare i tempi di realizzazione. Ecco perché - al di là degli annunci e delle promesse - il prefabbricato di via Sanzio (se recuperabile) è destinato ad ospitare le lezioni ancora a lungo. E infatti Città Metropolitana e Unione dei Comuni si sono già mosse per valutare gli interventi da fare nel corso dell’estate, con la speranza di far suonare la campanella - a settembre - per l’ottavo anno scolastico consecutivo, all’interno di un container.

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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