Il Tirreno

Empoli

L’acqua è troppo “dura” filtro obbligatorio per tutti

di Marco Pagli

La soglia dei 15 gradi francesi sforata in tutto l’Empolese Valdelsa dispositivo anti-calcare alle caldaie per evitare multe fino a 3.000 euro

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EMPOLI. L’Empolese Valdelsa è zona di acqua dura, durissima nella maggior parte dei casi. E’ per questo che presto ogni famiglia che vive nel territorio ed è dotata di una caldaia in casa sarà costretta, se non lo ha già fatto, a installare un filtro addolcitore al proprio impianto. La novità è contenuta in un regolamento regionale in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione delle caldaie che è stato adottato il 3 marzo scorso.

Il regolamento ha introdotto anche un nuovo libretto dell’impianto (la caldaia, ovviamente, ma anche la pompa di calore e il condizionatore) dove è necessario riportare il grado di durezza dell’acqua che sgorga dal rubinetto. Il provvedimento adottato dalla Regione Toscana ricalca il decreto del Presidente della Repubblica numero 74 che è stato emanato nell’agosto dello scorso anno e che ha recepito una direttiva dell’Unione Europea sul risparmio energetico. Sì, perché dalla durezza dell’acqua che circola attraverso la caldaia dipende l’efficienza e il funzionamento dell’impianto stesso. Insomma, se l’acqua è troppo dura si forma più calcare e di conseguenza si usura prima l’impianto, oltre a consumare più energia e ad essere quindi più inquinante. Il regolamento fissa dei paletti ben precisi: l’obbligo del filtro addolcitore scatta quando la durezza supera la soglia dei 15 gradi francesi (unità di misura della durezza dell’acqua).

Una soglia che nel circondario, dove si contano decine di acquedotti che spesso riforniscono zone diverse all’interno di uno stesso comune con livelli anche molto differenziati, viene superata ovunque. Basta fare un giro sul sito di Acque Spa, il gestore idrico che serve gli undici comuni, dove viene riportata la qualità dell’acqua sulla base degli acquedotti sparsi sul territorio con un dettaglio che va da frazione a frazione e da via a via. Ci sono aree, come quella di Castelfiorentino e Montaione, dove la durezza supera addirittura gli 80 gradi francesi e altre, come alcune aree del comune di Certaldo (ad esempio Fiano) o del comune di Vinci (è il caso di Lugnano) dove si sta al di sotto dei 20 gradi francesi. Ma mai sotto 15 e quindi l’obbligo del filtro scatta in ogni caso. Anzi, scatterà di qui a breve. La Regione, infatti, ha aperto un tavolo con le categorie economiche per definire i dettagli e fissare le modalità attraverso le quali far rispettare le nuove regole. Non si sa ancora, per esempio, chi sarà chiamato ad effettuare i controlli.

Non si sa se toccherà all’Unione dei Comuni, in vece della Città Metropolitana, o alle amministrazioni stesse occuparsi dei sopralluoghi. Tuttavia, una cosa è chiara: chi sarà beccato in flagrante, cioè senza il filtro, andrà incontro ad una multa che oscilla tra 500 e 3.000 euro. Una sanzione niente male, se si considera che il costo dell’addolcitore da applicare al tubo che porta l’acqua alla caldaia va da 60 a 70 euro. Al costo iniziale, inoltre, va aggiunta una spesa fissa per il cambio dei polifosfati contenuti dentro al filtro. Le cartucce di polifosfato sono acquistabili in pacchetti che costano all’incirca 15 euro. I costi, poi, possono lievitare ulteriormente se l’installazione impone dei lavori di muratura o se addirittura si intende dotare l’intera abitazione di un impianto che addolcisca l’acqua per tutti gli impianti presenti, come possono essere la lavastoviglie e la lavatrice. Un’ipotesi non remota visti i livelli di durezza che l’acqua fa registrare nella maggior parte dei comuni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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