Il Tirreno

Empoli

Folla per Matteo Salvini Rossi gli nega il saluto

di Marco Sabia
Folla per Matteo Salvini Rossi gli nega il saluto

Al mercato di Fucecchio i due si tirano frecciate a distanza senza incontrarsi

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FUCECCHIO. L'incontro - scontro tanto atteso non c'è stato: Matteo Salvini ed Enrico Rossi non si sono nemmeno stretti la mano. Tuttavia non hanno mancato di darsele - dialetticamente - di santa ragione: Salvini è arrivato in piazza del mercato, alle 10.53 circa. Subito si è creata una folla attorno al segretario leghista, accompagnato dal candidato governatore Claudio Borghi: decine di strette di mano, un'infinita serie di selfie ma anche alcune contestazioni. Nel frattempo era arrivato anche il governatore uscente Enrico Rossi: l'ex sindaco di Pontedera era insieme ai quattro candidati Pd dell'Empolese Valdelsa (Serena Buti, Enrico Sostegni, Denise Latini e Luca Belcari) e agli esponenti del Pd locale, in primis il sindaco Alessio Spinelli e l'ex primo cittadino Claudio Toni. La loro è stata una mattinata più tranquilla con un gruppo abbastanza folto di sostenitori. E - quando abbiamo chiesto a Rossi del segretario leghista - lui ha risposto con un laconico “Chi se ne importa di Salvini”.

E' indubbio, tuttavia, che a sparigliare il mazzo in piazza del mercato è stato Matteo Salvini con numerosi sostenitori e tanto che la presenza del candidato governatore Borghi è passata quasi in secondo piano. Salvini - che indossava la maglia con lo slogan "Rossi a casa" - ha puntato diretto proprio sul governatore: « Guardate quanta gente c'è qua e quanta ce n'è vicino al banchetto del Partito democratico: il sistema generato da questo partito sta bloccando e affossando la Toscana. Mi chiedo se Rossi ha la stessa attenzione per i toscani rispetto a quella che mostra per i rom e i profughi. Bisogna liberare la Toscana dagli occupanti comunisti, l'accoglienza che stiamo ricevendo ci emoziona e ci dà energia. Ora i toscani devono fare la rivoluzione partendo dalla cabina elettorale il 31 maggio. Noi vogliamo una Toscana diversa, partendo dalle scuole, dagli ospedali e da chi ha bisogno, che non sono gli immigrati ma migliaia di toscani. Rossi non mi vuol dare la mano? Sbaglia, perchè se io lo incontro gli porgo la mano. Si è qualificato per quello che è: un maleducato».

Poi Salvini non ha risparmiato i suoi avversari in piazza, definendoli dei "morti, quattro sfigati" riferendosi agli esponenti dei centri sociali. Tra una frase ed un'altra decine di foto con le tante persone accorse al mercato, una situazione che non trova molti precedenti nella storia recente fucecchiese, una calca che al mercato non si era mai vista. E Borghi ha rincarato la dose: «Le alternative sono Rossi, Renzi e i clandestini: noi invece vogliamo una Toscana diversa. Va cambiato tutto, iniziando a togliere gli amici e gli amici degli amici che da sempre hanno in mano questa terra e che la gestiscono come vogliono». Prima di partire Salvini ha lanciato una stoccata anche a Fucecchio, per così dire: « Anche a Fucecchio c'è un ghetto cinese (riferendosi all'ex Saffa ndr) ? Mi domando dove siano le autorità in questi casi e perchè non controllino pure queste zone».

Un bagno di folla che il governatore Rossi ha vissuto da lontano, perchè stava facendo un giro all'interno del mercato, fermandosi per qualche battuta coi commercianti. Quasi due vicende parallele, che non si sono incontrate, nonostante i due si siano attaccati a distanza: « Salvini soffia sulla cenere - ha affermato Rossi - ma la Toscana non è terra di odio e paura. I nostri valori sono quelli dell'accoglienza e dell'umanità: non vogliamo vedere più la gente morire in mare. Vengono da terre dove si sgozza la gente, si ammazzano i bambini, si uccide chi la pensa diversamente: queste situazioni producono profughi. Se accettiamo di vedere queste scene di disperazione allora vuol dire che il nostro futuro non può che essere disastroso. Noi non siamo degli arroganti, non vogliamo dividere la gente, perchè dalla crisi si esce uniti. Dall'altra parte, però, quando accogliamo queste persone dobbiamo far sì che rendano indietro qualcosa alla comunità, magari impiegandoli in piccoli lavori. Chiediamo all'Occidente e all'Europa d'intervenire e in Toscana ci prepariamo ad una giusta accoglienza, basata su questa reciprocità di umanità: chi viene deve dare qualcosa ma ci vuole senso di civiltà».

E comunque è stata una mattinata giocata a scacchi tra i due rivali: prima Salvini che decide di arrivare al mercato quando c'è Rossi; poi Rossi che tenta l'anticipo ma che poi arriva comunque con il leader leghista, che è stato subito immerso nei selfie tra la folla. Un incontro - scontro non avvenuto, chissà quanto involontariamente. Salvini, comunque, non ne è uscito con le ossa rotte, pensando che nella stessa mattinata a Livorno è stato oggetto di lancio di uova marce e pomodori, a cui aveva risposto mostrando il dito medio alzato.

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