Giovane castellana a lavorare all'Onu
Grazie all'Università ha partecipato con altri studenti a una simulazione a livello mondiale
CASTELFIORENTINO. Castelfiorentino è arrivato all'Onu. Attraverso il programma Nmun (National Model United Nations), la più grande simulazione a livello mondiale dei lavori delle Nazioni Unite, la castellana Francesca Giannì, 21 anni, ha potuto partecipare a un progetto che l'ha fatta arrivare direttamente a New York, a confrontarsi con tanti ragazzi che, come lei, sognano un futuro da protagonisti. «È stata un'esperienza davvero emozionante - racconta Francesca - per tantissimi motivi. Certo quello che ho fatto rappresenta un arricchimento del mio percorso di studio, ma una delle cose più interessanti è stato l'incontro con altre culture e il rendersi conto di come si possa cooperare insieme. La sorpresa più grande, che nessuno si aspettava, è stata la presenza del segretario generale Ban Ki-moon alla cerimonia di chiusura dei lavori». Francesca frequenta giurisprudenza all'università di Siena, dopo la maturità scientifica conseguita all'istituto Enriques. Ed è proprio grazie ai suoi studi che ha aderito all'iniziativa: «Ogni anno - spiega - alcuni tra gli istituti universitari di tutto il mondo partecipano all'iniziativa, che ha lo scopo di far conoscere agli studenti come si lavora in un contesto internazionale in spirito di cooperazione. Ho deciso di partecipare e, fortunatamente, nel dicembre scorso sono riuscita a superare il test d'ingresso». Da lì in poi, i preparativi: «Il progetto - chiarisce la ragazza - si basa sulla rappresentazione nelle assemblee lavorative dell'Onu di un paese che ti viene assegnato. Quando a gennaio io e i miei colleghi di Siena siamo andati a Roma a fare un corso di preparazione mi è stato assegnato il Belize. Il compito era quello di spiegare la posizione dello Stato in documenti ufficiali riguardo al trattamento dei rifugiati e degli sfollati, e a temi di importanza internazionale come il conflitto israeliano-palestinese».Dopo un mese, New York. Francesca ha potuto applicare quanto imparato, lavorando in squadra nella commissione popolazione e sviluppo. «La mia squadra ha avuto il Turkmenistan. L'idea era quella di trovare delle soluzioni ai problemi che dovevano essere votate da una maggioranza degli Stati rappresentati in commissione. È stato difficile, educativo ma soprattutto soddisfacente! Siamo anche riusciti a vincere il secondo premio». Francesca ha le idee chiare sul suo futuro: «Questa esperienza è servita a rafforzare in me l'idea di una specializzazione in studi riguardanti il diritto internazionale».
Tommaso Rigoli
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