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Campagna assediata dai ladri: via frutta, verdura e attrezzi
Nell'Empolese Valdelsa rubano prodotti che mangiano o rivendono, oltre a vanghe e rame. Le associazioni: «Ma spariscono anche macchinari e intere colture»
EMPOLI. I topi da appartamento stanno uscendo dalle città e si stanno creando un’attività anche in campagna. Il motore principale di questo esodo dei ladri nelle campagne è il disagio economico e sociale che spinge a far razzia di tutto ciò che potrebbe essere rivenduto o spesso anche semplicemente consumato. Sì, perché accanto ai macchinari e agli attrezzi, si trafuga di tutto: ortaggi, verdura, frutta. Addirittura alcuni degli articoli più ricercati sono zappe, vanghe e falci.
Qualunque cosa sia realizzata in ferro, materiale che si riesce a rivendere velocemente e con un ricavo sicuro, fa gola. Specie se si tratta di strumenti che spesso vengono lasciati in capanni incustoditi in mezzo ai campi. «Sembra quasi un’epidemia per i nostri agricoltori – spiega Sandro Piccini, direttore della Cia nell’area metropolitana – i furti in campagna stanno diventando un fenomeno endemico e difficile da arginare. Nell’Empolese Valdelsa, tranne pochi casi sporadici come quello avvenuto alcuni mesi fa quando una banda è entrata dentro il capannone di un’azienda portando via un furgone e alcune pompe, si tratta di furti di piccola entità. Ma non per questo arrecano meno disagi agli agricoltori. Le segnalazioni arrivano da tutte le zone e coinvolgono attrezzi e prodotti di ogni tipo. Purtroppo, salvo i casi più eclatanti, rimane un fenomeno silenzioso, spesso poco conosciuto dalle autorità dal momento che le vittime di tali furti, proprio per lo scarso valore della merce rubata, non fanno neanche denuncia».
Una casistica questa che fa pensare più che altro a operazioni legate al disagio sociale ed economico vissuto da sempre più larghi strati di popolazione. «Se non si sa come mangiare o mancano anche pochi euro per poter mettere insieme il pranzo con la cena – prosegue Piccini – ci si può attaccare anche al furto di alcuni attrezzi da cui si potranno rivendere le parti in ferro. Il problema in larga parte è sociale e perciò è difficile trovare delle contromisure».
Ma i numerosissimi episodi di piccola entità sono affiancati anche da rapine organizzate che spesso decimano i raccolti. «I furti dettati dalla necessità sono all’ordine del giorno – racconta il segretario di Coldiretti Empolese Valdelsa, Chiara Gensini – ma a preoccuparci maggiormente sono le razzie effettuate da vere e proprie squadre di ladri. Ad esempio, è accaduto e sta accadendo nelle carciofaie con intere coltivazioni depredate proprio nel momento del raccolto. La stessa cosa succede per alcune colture di frutta. In questi casi non viene portato via qualche chilo di merce, ma quintali di prodotti. Ciò fa pensare che dietro esista una sorta di mercato parallelo, una piaga per un settore che come molti altri sta scontando la crisi economica».
Ma ad essere presi di mira sono anche i vari cantieri aperti in ruderi e annessi in ristrutturazione. «Il rame è il materiale più ricercato – prosegue Gensini – ma in questi piccoli cantieri in campagna, lontani da occhi indiscreti, spesso si fa terra bruciata di ogni cosa possa essere rivenduta. Un altro fenomeno riguarda i nuovi impianti di vigneti: anche qui basta lasciare i macchinari incustoditi per una notte e la mattina non si trova più niente». Questa ondata di furti arriva in un momento in cui molte delle colture presenti sul territorio sono in difficoltà. A partire proprio dall’olio, che lo scorso anno ha vissuto il momento più buio con una produzione azzerata e che sta assistendo ad un drastico abbassamento dei prezzi che danneggia i produttori.
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