Il Tirreno

Empoli

cantiere nel mirino

Il “corvo” fa tremare il Comune, ombre sull’appalto dell’asilo

Francesco Turchi
Il centro Zerosei di Empoli
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Il centro Zerosei di Empoli

Esposto sui tavoli di Procura, Corte dei Conti e Autorità anticorruzione sui lavori al Centro Zerosei di Empoli: «Nel periodo natalizio effettuati lavori per 200.000 euro in venti giorni: è impossibile». Dal municipio: «C’è la massima  tranquillità sull’operato»

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EMPOLI. «Nel periodo natalizio sono stati eseguiti lavori per 208.000 euro, quando non sono stati sufficienti 21 mesi per completare quelli riferiti al contratto originario, pari a 524.000 euro. E soprattutto, se il costo è lievitato del 35% rispetto all’appalto iniziale, perché non si è provveduto a chiudere i lavori per poi effettuare una nuova gara?». Una serie di interrogativi contenuti in un esposto arrivato sui tavoli di Anac (Autorità nazionale anticorruzione), Osservatorio regionale e autorità di vigilanza dei contratti pubblici, procura della Repubblica, corte dei conti e dirigenti comunali. Un “corvo” che fa tremare il Comune e getta ombre sull’appalto per la realizzazione dell’asilo Zerosei di via Cherubini a Empoli, inaugurato il 7 febbraio scorso, realizzato sul terreno del vecchio asilo e costato 800mila euro, di cui 558mila grazie al finanziamento della Regione Toscana e il resto del Comune.

Documento anonimo. L’esposto è firmato da «un’impresa che ha concorso all’appalto ma che deve necessariamente rimanere anonima per evitare vendette». E ricostruisce punto per punto tutto l’iter che va dall’assegnazione dell’appalto all’inaugurazione, con rimandi precisi a delibere di giunta e determine dirigenziali che hanno scandito i lavori, ipotizzando nell’operato del Comune varie violazioni del codice dei contratti e del codice penale.

I conti. I lavori del Centro Zerosei vengono affidati a un’impresa il 14 marzo 2013, per un importo di 524mila euro, al netto del ribasso d’asta del 22,72%, a cui devono aggiungersi 15.400 euro per gli oneri di sicurezza. Il 3 dicembre 2014, la giunta comunale approva il progetto definitivo per la «realizzazione del piano sottotetto e lavori di completamento» per un importo complessivo di 98mila euro, con un aumento di spesa del 19,71% rispetto al valore originario del contratto. «I lavori appaltati, tutt’ora in corsa - si legge nella delibera - prevedevano per il piano sottotetto soltanto l’esecuzione della struttura al grezzo, costituita solo dalla finitura della struttura di copertura a tetto». Ma ora «si ritiene opportuno procedere alla realizzazione delle opere necessarie per la completa realizzazione del piano sottotetto, al fine di renderlo pienamente fruibile ed agibile per una superficie pari a 200 metri quadrati circa».

Aumento bis. Due giorni più tardi, il 5 dicembre 2014, il dirigente del Comune, architetto Marco Carletti, approva una perizia suppletiva e di variata distribuzione della spesa perché «in fase di esecuzione delle opere principali è emersa la necessità di eseguire lavori che sono stati accertati dal responsabile del procedimento, imprevisti e non prevedibili nella fase progettuale»: per questo occorrono ulteriori 85.000 euro più Iva. Dunque, mentre l’intervento sul sottotetto può essere considerato una miglioria, in questo caso invece il conto lievita per imprevisti sui lavori nell’appalto originario. Entrambi gli interventi vengono affidati all’impresa che sta realizzando l’asilo. Complessivamente l’incremento è del del 34,99%.

Cosa non va. E qui la ditta-corvo non ci sta: «Il codice dei contratti ammette varianti ma solo se non comportano modifiche sostanziali al progetto e il cui importo non superi il 5% di quello originario del contratto». Inoltre «non è vero - come invece sostiene il Comune - che i lavori fossero ancora in corso. Altrimenti perché non si è proceduto a chiudere quelli eseguiti dall’impresa fino a quel momento per poi appaltare mediante gara i lavori deliberati dalla giunta e quelli della perizia supplettiva? La risposta è semplice: i lavori erano già stati eseguiti». «Non è pensabile - scrive la ditta-corvo - che i lavori originari certificati come “ancora in corso” dalle relazioni tecniche e quelli affidati con i due provvedimenti del dicembre 2014 possano essere stati eseguiti dal 25 dicembre entro il termine previsto del 15 gennaio 2015, data indicata per l’inizio del servizio di facchinaggio, con il trasferimento dei mobili e delle attrezzature nella nuova sede», che dal 2 febbraio ha accolto i bambini.

Il Comune. L’esposto è arrivato anche in municipio a Empoli: in particolare al collegio dei revisori dei conti e ai dirigenti Marco Carletti (Lavori pubblici), Anna Tani (Servizi Finanziari e sistemi informatici), Riccardo Gambini (Servizi alla persona), oltre al segretario Rita Ciardelli, in qualità di responsabile per la trasparenza e prevenzione della corruzione.
Ed è stata proprio quest’ultima - una volta ricevuta la lettera - a chiedere al dirigente del settore Lavori pubblici e patrimonio, Marco Carletti una relazione dettagliata sull’iter che ha accompagnato la realizzazione del Centro Zerosei, che dal 2 febbraio scorso (anche se l’inaugurazione ufficiale c’è stata il 7) ospita sessantacinque bambini.
Un documento - quello redatto da Carletti - che potrebbe essere richiesto (insieme agli altri atti) dalla Procura della Repubblica di Firenze nel caso venisse aperto un fascicolo con l’obiettivo di fare chiarezza sull’intera vicenda.
Dal municipio di via Del Papa comunque assicurano che c’è «la massima tranquillità sull’operato del Comune e la piena consapevolezza che tutto è stato fatto secondo le regole». E proprio in un’ottica di massima trasparenza «anche di fronte a una lettera anonima, che quindi poteva anche essere considerata carta straccia, il contenuto dell’esposto è stato preso in considerazione» dalla responsabile della prevenzione della corruzione», che ha fatto i passi necessari per ricostruire tutta l’iter che ha portato alla realizzazione dell’asilo in via Cherubini.


 

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