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In diminuzione i redditi spariti 600 contribuenti
Ecco i dati delle dichiarazioni fiscali: Empolese Valdelsa in controtendenza con professionisti e imprenditori più ricchi dei lavoratori dipendenti
EMPOLI. Due i dati che emergono dall’analisi delle dichiarazioni fiscali. L’imponibile medio nel nostro territorio si è abbassato. E i più ricchi sono i lavoratori autonomi. I dati - pubblicati dal Dipartimento per le finanze - dicono questo. Sono un esercito piccolissimo, appena 2.403 contribuenti, che però si spartisce un bottino da oltre 72 milioni di euro. Il reddito medio dei professionisti, dunque, si attesta sopra i 30mila euro annui. Quasi diecimila in più rispetto allo “stipendio” degli imprenditori, che guadagnano una media di 21.500 euro. In tutto questi ultimi, tra quelli in contabilità ordinaria e quelli in contabilità semplificata, sono 6.837 e hanno dichiarato un imponibile complessivo di 147 milioni e 213mila euro. Partite Iva e capitani d’impresa, sono loro a guidare classifica della ricchezza nell’Empolese Valdelsa. Un trend diverso rispetto a quello registrato a livello nazionale, dove i lavoratori dipendenti risultano essere più ricchi dei propri datori. Qui, invece, i “salariati” non sono che il terzo vagone del treno con un imponibile medio di 19.400 euro. Sono i più numerosi, ben 64mila contribuenti, e accumulano il grosso della ricchezza: 1 miliardo e 242 milioni di euro. Inevitabile che, con numeri di questo tipo, le oscillazioni tra chi può godere di una retribuzione medio-alta e chi invece deve accontentarsi di stipendi risicati siano davvero notevoli. L’ultimo anello della catena sono i pensionati: 47.549 che si dividono la somma di 700 milioni e 240mila euro. Il loro reddito medio è di 14.726 euro, cioè poco più di mille euro al mese. Anche in questo caso la forbice tra chi sta sulla soglia della povertà e chi beneficia di pensioni d’oro è larghissima.
L’altro aspetto che emerge dalle dichiarazioni fiscali è il costante abbassamento dell’imponibile medio. Nel complesso, la media registrata nel circondario lo scorso anno è stata di 18.492. Circa 500 euro in meno rispetto all’anno precedente, quando il reddito medio si era fermato a pochi spiccioli dai 19mila euro. Tutto ciò avviene in contemporanea con un altro fattore, e cioè la diminuzione del numero di contribuenti. Se, infatti, nel 2013 avevano presentato la dichiarazione fiscale 125.514 persone, l’anno scorso lo hanno fatto in 124.874. In un anno, dunque, sono scomparsi 640 contribuenti. Il combinarsi di questi due eventi indica una ulteriore perdita di ricchezza nel territorio degli undici comuni: basta un rapido calcolo per vedere come dai 2 miliardi e 385 milioni di euro dichiarati due anni fa si sia passati ai 2 miliardi e 309 milioni del 2014, con una flessione di quasi 80 milioni di euro. Volendo sintetizzare in un battuta, meno contribuenti e meno soldi. Questo è ciò che accade a livello assoluto.
Se, poi, facciamo un’analisi comparata per fasce di reddito, vediamo che rimane alta la quota di coloro che gravitano intorno alla soglia di incapienza, fissata a 8mila euro annui. Tiene la classe media, che si può collocare a cavallo tra le due fasce 15-26mila euro e 26-55mila euro. Mentre ricchi e ricchissimi aumentano: nei tre gruppi nei quali il Dipartimento per le finanze suddivide coloro che dichiarano un importo superiore ai 55mila euro si registra una crescita dei contribuenti.
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