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Da portiere a croupier la nuova vita di Nicastro
Ha giocato con Ogbonna e Bassi prima di lasciare il calcio e trasferirsi in Svizzera «Qui è pieno di opportunità, si può cambiare lavoro anche ogni sei mesi»
CERTALDO. A 5 anni ha cominciato a dare i calci a un pallone, a 30 anni invece prima fa il croupier al tavolo da poker e ricopre un ruolo nella logistica delle poste svizzere. E' la storia del certaldese Federico Nicastro, classe 1981. Un passato da portiere, dall’Eccellenza alla C1, a fianco di giocatori adesso in serie A. In questi giorni ha festeggiato 2 anni nel suo nuovo paese, la Svizzera: «Mi mancano gli amici, un buon piatto di pasta, ma non penso a un ritorno fin quando non ci sarà una ripresa economica nello in Italia».
Federico, dopo aver messo i guantoni da parte nel calcio che conta, si diverte adesso in Svizzera nel campionato di seconda categoria: «Non riesco ad allenarmi con regolarità, la domenica gioco ed è divertente». Ma in futuro sogna di allenare le giovani promesse a diventare portieri. Oltre ad avere un trovato lavoro, ha chiamato anche due suoi amici dall'Italia. Per loro un posto in una squadra di calcio dilettantistica e una nuova vita che si spalanca. Questa è stata la filosofia di Nicastro che dopo aver abbandonato i grandi palcoscenici si è messo totalmente in discussione. La sua ultima apparizione risale alla stagione 2012 - 2013 con l'Ebolitana in seconda divisione. Dopo una sconfitta con il Gavorrano per 6-1 alla ripresa degli allenamenti 40 pseudo tifosi aggredirono i giocatori. Questo l'ultimo capitolo della sua carriera nei professionisti prima di aprire la sua vita a una profonda riflessione sul futuro dopo il rettangolo verde: «Mi sono fatto delle domande, quando non arrivi a giocare ad altissimi livelli, pensi ad altre passioni come la voglia di viaggiare e andare all'estero».
Eppure Nicastro ha percorso in lungo e in largo lo stivale: Poggibonsi, Massese, Crotone, Giacomense, Lucchese, Savona e infine Ebolitana. Cresce nelle giovanili del Certaldo fino a 18 anni poi passa al Poggibonsi per cominciare a salire di categoria. In carriera ha giocato con il difensore della Juventus, Ogbonna, l'attaccante del Parma, Ghezzal, il portiere dell'Empoli, Bassi e tanti altri.
Un lungo elenco di giocatori di spicco che hanno visto al suo fianco per molti anni un certaldese doc, adesso allenatore del Pontedera, Paolo Indiani, che ha condiviso tanti momenti di calcio con lui fino alla stagione 2008-2009, gli anni del Crotone. Il curriculum è di tutto rispetto: vinti campionati di serie D, C2, C1 e lo scudetto dei dilettanti. Da certaldese, giovanissimo si trova nella squadra dei ragazzi quasi tutti classe ‘81, un sogno giocare fra coetanei ed amici: in due anni con la maglia viola, vittoria del campionato di Promozione ed Eccellenza. Alla soglia dei 30 anni la decisione di stravolgere la sua vita e la dimestichezza con il quale sfrutta le lingue straniere, apprese al liceo linguistico di Colle Val d'Elsa. Va alla scuola Cerus di Roma dove studia black jack, roulette, poker e grazie ai professori supera un momento difficile: «Quando abbandoni i palcoscenici del calcio, hai bisogno di adrenalina ma allo stesso tempo è difficile anche da un punto di vista psicologico tenere il passo, ma fortunatamente i professori mi hanno aiutato». Dopo 3 mesi di corso viene assunto in Svizzera e diventa un croupier, l'addetto che si occupa al casinò di accettare le scommesse. Dopo un anno e mezzo arrivano le dimissioni. Ha lasciato un posto di lavoro con contratto a tempo indeterminato per assumere un ruolo nella logistica delle poste svizzere fino ad agosto 2015: «Cambiare mestiere ogni 6 mesi in Svizzera è possibile perché offre tante opportunità, loro danno, e vogliono, tanto».
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