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Consiglio straordinario sulla Villa Medicea

Consiglio straordinario sulla Villa Medicea

MONTELUPO. «Quale sarà il futuro della Villa Medicea? Quali sono le ipotesi che si profilano all’orizzonte? Quanto tempo sarà necessario affinché tutti gli internati dell’Opg vengano trasferiti?»....

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MONTELUPO. «Quale sarà il futuro della Villa Medicea? Quali sono le ipotesi che si profilano all’orizzonte? Quanto tempo sarà necessario affinché tutti gli internati dell’Opg vengano trasferiti?». Mercoledì 22 aprile alle ore 21 si terrà un consiglio comunale straordinario dedicato ad affrontare questi e altri interrogativi. Il 31 marzo 2015 doveva essere una data storica: il momento in cui la Villa Medicea dell’Ambrogiana non avrebbe più ospitato un ospedale psichiatrico giudiziario. Proprio il 31 marzo la Regione Toscana ha comunicato le destinazioni che ospiteranno tutti i malati presenti ancora nella struttura, in relazione alle loro caratteristiche e alle loro necessità e l’amministrazione comunale attende ora che sia definito il cronoprogramma per il trasferimento degli internati.

Considerata la chiusura della struttura come un dato di fatto, si apre una complessa discussione sul futuro della Villa Medicea, una discussione che vede confrontarsi punti di vista contrastanti e molto distanti fra loro.

«L’amministrazione comunale - si legge in un comunicato - sente l’esigenza di fare il punto della situazione in un contesto istituzionale come il Consiglio Comunale e di invitare i cittadini ad assistere all’assemblea che si terrà nella sala consiliare».

Si parlerà del futuro di un’area che ha una superficie complessiva di 38.000 mq, con 9000 mq di superficie edificata e 29.000 mq di superficie libera da costruzioni. Si parla inoltre di una volumetria di circa 90.000 metri cubi.

«Ricordiamoci - sottolinea il sindaco Paolo Masetti - che la struttura non è stata riconosciuta dall’Unesco come “patrimonio dell’umanità” proprio a causa dei problemi di accessibilità. Si tratta di un immobile unico nel suo genere». Il Comune di Montelupo a breve firmerà una convenzione con il Demanio nella quale si prospetta la creazione di un tavolo di lavoro che dovrà individuare lo sviluppo futuro dell’area e capire quale è il mix di funzioni economicamente sostenibile. «Parlando di mix di funzioni, evidentemente non se ne contempla un uso esclusivo, come ad esempio il tanto citato “Resort di lusso”. È altrettanto evidente che è interesse di questa amministrazione perseguire per quanto possibile e sostenibile funzioni di tipo pubblico. Ad esempio (ed è sicuramente una delle priorità) una parte dell’edificio dovrà necessariamente ospitare uno spazio della memoria che ricordi le sofferenze, i disagi, le morti e le vite che si sono succedute fra queste mura. L’unica funzione che escludiamo, e in questo siamo confortati da quanto affermato dal DAP a più riprese, è la presenza di una struttura carceraria, anche a custodia attenuata».

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