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Empoli

«Per me niente iniezione» Scelta “contro” del medico

Il direttore della rete territoriale Nedo Mennuti dopo l’assalto agli ambulatori: «Io ho 63 anni e per gli ultraquarantenni ritengo sia meglio evitare»

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EMPOLI. «Ho 63 anni e non mi vaccinerò. E secondo me chi ha più di quarant’anni dovrebbe fare altrettanto». Parola di Nedo Mennuti, direttore della rete territoriale dell’Asl 11 di Empoli e in prima linea in questa fase di emergenza, al fianco del direttore generale Monica Piovi. È stato lui a presentare ai medici di famiglia il piano che prevede il loro coinvolgimento per far fronte “all’assalto dei settantamila”. Ma l’effetto-psicosi non ha scalfito le sue scelte a livello personale. Che motiva così: «Bisogna mettere sui piatti della bilancia le possibilità di contrarre la meningite C da una parte, e dall’altra gli eventuali effetti collaterali del vaccino. E sono convinto che per gli ultraquarantenni convenga sempre evitare l’iniezione». Non tutti, ovviamente, la pensano così. Ieri, tra le migliaia di persone che si sono rivolte al Cup per l’antidoto contro il ceppo C, c’erano molti anziani, alcuni dei quali sono anche riusciti a prendere l’appuntamento, compreso un ottantanovenne residente nell’Empolese Valdelsa.

Gli effetti indesiderati più comuni sono rossore, gonfiore, e dolore nel punto di iniezione, che durano 1-2 giorni. Più raramente possono presentarsi febbre di intensità moderata, sonnolenza, cefalea e malessere generale. Di solito questi effetti si risolvono in 2-3 giorni. Estremamente rare ma possibili, come per qualsiasi altra vaccinazione, vi possono essere reazioni allergiche di varia entità fino allo shock anafilattico. Un quadro che finora veniva sbandierato dai contrari alla vaccinazione, compresa quella contro la meningite C.

Nei primi tre mesi del 2015 i Toscana si sono verificati quindici casi (oltre a quello del ragazzo di Monte Argentario, per il quale sono ancora in corso accertamenti), cinque dei quali letali (oltre ai tre del circondario, anche uno a Empoli e un altro a Firenze). I quindici soggetti colpiti sono così distribuiti: un bambino che ha meno di 4 anni, due nella fascia 5/14, 3 ragazzi tra i quindici e i vent’anni, 4 nella 21/30, altrettanti tra 31 e 49 anni e un ultrasessantacinquenne.

Insomma, dati alla mano - secondo Mennuti - entrati negli “anta” conviene lasciar perdere e mettersi nelle mani della sorte, così come quando ci si vaccina: «Ognuno deve fare la sua scelta in coscienza. Però è anche giusto invitare a fare una valutazione attenta, che tenga conto di tutto».

Intanto l’Asl ricorda che la vaccinazione per la meningite di tipo “B” è gratuita per i bimbi nati a partire dal 1° gennaio 2014 e che per tutti gli il costo è di 85,34 euro. Anche in questo caso - sull’onda della psicosi per il ceppo C - c’è stato un boom di richieste, con le agende già piene fino a estate. In questo caso comunque la vaccinazione può essere effettuata anche direttamente negli ambulatori dei pediatri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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