Si incatena ai cancelli del Comune ex imprenditore ora sfrattato
L’uomo, padre di due figli, ha protestato dopo aver saputo che dovrà lasciare l’ostello dove era ospitato L’assessore: «Questa famiglia è stata seguita, dall’Unione un contributo per prendere una casa in affitto»
EMPOLI. Si è incatenato ai cancelli del Comune in segno di protesta. Si è fatto passare la catena dalle spalle e si è messo a sedere all’ingresso del municipio in via Del Papa. Un gesto estremo di protesta dopo che lui, Giulio Viglietti, e la sua famiglia (la moglie e due figli) sono stati sfrattati da un'abitazione di Empoli, in via Busoni, perché morosi.
Viglietti, fino a due anni fa, aveva un'attività artigianale a Sovigliana. Montava antenne e riparava televisioni. Poi, però, ha avuto gravi problemi di salute dopo esser stato aggredito mentre era in auto. Ebbe un diverbio con un altro automobilista che lo picchiò e lo fece cadere in terra procurandogli un grave trauma cranico. E da qui la sua attività ha iniziato ad andare male sia per le assenze legate ai problemi di salute e sia in parte anche per la crisi.
Da questo momento in poi, siamo nell’estate 2012, i problemi si sono aggravati sempre di più. Fino a quando a metà marzo è stato sfrattato dall’appartamento in cui lui e la moglie vivevano con i due figli (uno è ancora minorenne).
L’esecuzione è avvenuta il 13 marzo e la famiglia non ha chiesto rinvii. Ma non aveva ancora un posto per sistemarsi. Si sono rivolti al Comune e hanno fatto la richiesta per l’emergenza abitativa.
Tramite l'amministrazione comunale di Empoli la famiglia Viglietti ha avuto un alloggio all'ostello di Fucecchio. «Ma ora mi hanno detto che devo lasciarlo - spiega l’ex imprenditore - e non ho la possibilità di trovare un'altra sistemazione». Da qui la decisione di incatenarsi in Comune.
Viglietti ieri mattina è andato in Comune facendo presente questa difficoltà e chiedendo di incontrare l’assessore alla casa Lucia Mostardini (che però non c’era). C’è stato un acceso dialogo con alcuni dipendenti comunali tanto che sono intervenuti due vigili urbani . Da qui la decisione di incatenarsi all’inizio del pomeriggio fino a quando l’assessore Mostardini è arrivata e ha parlato con Viglietti e la moglie. Alla fine l’ex imprenditore ha deciso di togliersi la catena e oggi avrà un nuovo incontro in Comune.
«Questa famiglia non è stata abbandonata dai servizi sociali - spiega l’assessore - gli uffici hanno lavorato sul loro caso. Purtroppo, in generale, nei casi di sfratto iniziamo a lavorarci prima che si arrivi all’esecuzione. E invece qui non ci hanno avvertito in tempo».«Abbiamo trovato una sistemazione d’emergenza all’ostello di Fucecchio - continua l’assessore - prima per una settimana e poi per una seconda settimana nell’attesa che la famiglia ci portasse una proposta per un affitto con cui si poteva erogare un contributo per attivare un nuovo contratto. Ma la famiglia non ha portato questa proposta e noi non abbia più fondi per tenerli all’ostello».(l.a.)
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