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Il treno come un taxi, si ferma per far scendere un ferroviere
Stop fuori programma alla stazione di Empoli per un regionale diretto a Livorno. La rabbia dei pendolari: "La fermata non era prevista ed è sceso soltanto lui". La replica di Trenitalia: "Fermata straordinaria ammessa e disciplinata dai regolamenti"
EMPOLI. Un treno pendolari diventato una specie di taxi per un dipendente di Ferrovie dello Stato. Il singolare episodio – secondo quanto riferito da un gruppo di passeggeri della linea Pisa-Firenze – è accaduto lunedì 23 marzo alla stazione di Empoli. Il convoglio regionale 3177, partito da Santa Maria Novella alle 17 e diretto a Livorno Centrale, si sarebbe dovuto fermare solamente a Pisa Centrale, ma a un certo punto, poco prima di Empoli, ha iniziato a rallentare. «Nulla di strano, sarà in anticipo», pensano i più. Ma chi siede nelle prime carrozze si rende immediatamente conto di ciò che sta accadendo.
Un dipendente del gruppo ferroviario – secondo una prima ricostruzione di chi era a bordo – era salito sul treno credendo di scendere a Firenze Rifredi, peccato che quel convoglio saltasse la stazione del capoluogo per puntare direttamente verso la Torre pendente. Ilaria Pietrolati, che ogni giorno fa la spola fra Livorno e Firenze e cura il blog vitadapendolare.it, ha raccontato proprio sul suo sito ciò che è successo lungo i binari della vecchia linea Leopolda. Lei ne è stata testimone oculare.
«Ero nella carrozza di testa – spiega Ilaria – e il treno ha iniziato a rallentare prima di arrivare a Empoli (dove non era prevista la fermata ndr). Lì per lì non ho dato importanza alla cosa, pensando che magari il convoglio fosse in anticipo, ma poi ho sentito le porte aprirsi. Quelle del Vivalto, quando si aprono, lanciano un segnale acustico. Dalla prima porta del treno – racconta Ilaria – è sceso il dipendente. Sono sicura di ciò che dico: aveva la classica divisa del gruppo Ferrovie dello Stato e un piccolo trolley. Ma se non mi fossi trovata sulla prima carrozza e non avessi visto questa scena, probabilmente non avrei avuto la percezione di nulla, visto che il convoglio si è fermato con la prima carrozza in corrispondenza dell’inizio della banchina empolese e poi è subito ripartito». Secondo quanto ricostruito da Fabrizio Papini, pendolare livornese su Firenze, il dipendente in questione sarebbe salito a Santa Maria Novella per scendere a Rifredi. Ma il treno 3177 – il “veloce” che prima di Livorno ferma solo a Pisa Centrale – ogni volta salta la stazione fiorentina. «Ho sentito una persona parlare con qualcuno, credo il capotreno – spiega Fabrizio – e a un certo punto ha detto: “Vediamo se a Empoli trovo un treno per tornare indietro”».
E dopo le parole, a Empoli è arrivata la conferma. Si sarebbe trattato di uno stop&go rapidissimo, che non ha comportato ritardi e neanche la contezza della cosa ai tanti pendolari presenti. «Il macchinista si è fermato davvero – continua Papini – e lo ha fatto all’inizio del binario, aprendo solamente la prima porta del Vivalto (quella accanto al locomotore ndr). Dopo ho visto questo ragazzo fuori, sulla banchina». Il treno ha comunque raggiunto sia Pisa che Livorno in perfetto orario. «Non fermando in nessun’altra stazione – sottolinea il pendolare livornese – può recuperare più facilmente. Ma non è certo quello il punto». Il problema, infatti, sta nel treno che sarebbe stato trasformato in una sorta di taxi, sebbene Empoli – secondo quanto confermato dai testimoni – non sarebbe stata la destinazione finale del passeggero-ferroviere.
Trenitalia, da noi contattata, ha fatto luce sull’episodio. Dall’azienda ferroviaria spiegano che «non ci sono stati riflessi né sulla puntualità del treno in questione né degli altri circolanti nella stessa fascia oraria» e la discesa del macchinista, salito su quel convoglio per errore, si è svolta nella più completa sicurezza. Il treno 3177 si è quindi fermato per pochi secondi a Empoli in quanto il dipendente in questione doveva ritornare indietro (a Firenze Rifredi ndc) per motivi di lavoro. Ferrovie dello Stato nega quindi il cosiddetto “servizio ad personam”.
LA REPLICA DI TRENITALIA
"La realtà è che il treno si è fermato, senza alcun pregiudizio per la sicurezza e per la regolarità della circolazione e della corsa (il treno è arrivato a destino puntuale) perché un macchinista che avrebbe dovuto prendere servizio a Firenze Rifredi, su un Intercity, era salito erroneamente su quel convoglio a Santa Maria Novella. La fermata è stata quindi una “fermata di servizio”, certo straordinaria, ma tecnicamente possibile, ammessa e disciplinata dai regolamenti".
Marco Mancini (Trenitalia)
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