No a un carcere nell’Opg il sindaco vuole la villa
Per Masetti non opportuna è stata la spesa di 7 milioni nella struttura detentiva Dopo la chiusura l’idea è quella di valorizzazione l’area con pubblico e privato
MONTELUPO. Non al carcere nell’Opg, per il sindaco la villa medicea dell’Ambrogiana deve essere restituita al territorio. Masetti si scaglia anche contro la decisione presa a suo tempo di spendere soldi per la riconversione della struttura. Nei piani del ministero, almeno finora, c’era il progetto di trasformare l’Opg in un carcere per detenuti a fine pena. Sette i milioni spesi. Dunque dal 31 marzo data in cui dovrebbe chiudere l’Opg la questione sarà aperta e controversa. « Nelle ultime settimane si è parlato molto di soldi spesi per il restauro della parte destinata a funzione carceraria. Soldi spesi non opportunamente quando già si profilava all'orizzonte l'ipotesi della chiusura, poi concretizzata nel 2012, o di una ristrutturazione di tipo sanitario - dice il sindaco - Mi stupisce che la riflessione non abbia riguardato minimamente la situazione di un bene che è unanimemente riconosciuto come un patrimonio culturale della collettività e che non è stato inserito fra i beni tutelati dall'Unesco proprio perché non fruibile a causa della sua difficile accessibilità e delle condizioni strutturali». In tanti anni, infatti, «l'edificio è andato progressivamente deteriorandosi al punto tale che è stato necessario interrompere anche le visite guidate straordinarie ed è stato interdetto l'accesso alla grotta sull'Arno, un luogo unico e potenzialmente di rara bellezza - va avanti - In quanto sindaco di Montelupo desidero difendere gli interessi della città e della comunità che amministro nella consapevolezza che la presenza sul territorio di una struttura carceraria sia incompatibile con il recupero di un pezzo importante di città».
«A breve sarà proposta un'intesa istituzionale fra Agenzia del Demanio, Ministero della Giustizia e Comune di Montelupo Fiorentino - va avanti - per l'attuazione di un programma di valorizzazione e razionalizzazione degli immobili di proprietà dello stato che rientrano nel complesso della Villa Ambrogiana».
Nel documento l'amministrazione comunale esprime l'interesse a valutare i termini della fattibilità di un'operazione che possa garantire la realizzazione di dotazioni territoriali nel complesso Villa Ambrogiana caratterizzate da un mix di funzioni sia pubbliche che private tali da valorizzare tutta l'area. Alla luce di questi sviluppi comprendo le ovvie perplessità del personale dell'amministrazione penitenziaria e del personale sanitario».
Questione affrontata proprio nel corso di una seduta congiunta delle commissioni "Lavoro e Sviluppo Economico" e "Villa Medicea", «per la cui iniziativa ringrazio i due presidenti, Paolo Grasso e Francesco Desii», aggiunge il sindaco. In quella sede i rappresentanti dei dipendenti hanno chiesto al Comune di sostenere l'ipotesi di un futuro carcerario per alcuni degli edifici dell'Ambrogiana. «Per quanto nelle mie competenze mi farò carico nelle sedi opportune di sollecitare una particolare attenzione che garantisca la dignità dei lavoratori che con grande professionalità hanno operato, spesso in condizioni di disagio e difficoltà, nell'Opg - spiega -Tuttavia non può essere solo questo un elemento di valutazione che impedisca il ritorno di tutto il complesso ad un uso civile a favore della collettività di Montelupo e non solo. Sono decenni che si parla di chiusura dell'ospedale psichiatrico giudiziario e della conseguente valorizzazione del complesso mediceo».
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