Il Tirreno

Empoli

Cento anni di lavoro e di battaglie sindacali in una retrospettiva

di Giacomo Bertelli
Cento anni di lavoro e di battaglie sindacali in una retrospettiva

La mostra, curata dallo Spi-Cgil, ripercorre la storia del paese Domani la visita della Camusso che inaugurerà la nuova sede

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CERTALDO. Storia di un impegno collettivo, è lo stesso che è stato messo in campo fin dalle fine del 1800 da parte dei cittadini di Certaldo per dare un futuro e una speranza alle lotte dei lavoratori che si sono riunite sotto la bandiera del sindacato della Cgil. Quel sindacato che domani inaugurerà la sua nuova sede per dare maggiori risposte e servizi alla comunità di Certaldo.

La mostra. Intanto il passato, non la nostalgia, rivive negli occhi delle fotografie di Giancarlo Bartalini e nella memoria di chi ha tramandato e ricordato la storia del sindacato. Una storia che, come spiega lo stesso Spi Cgil, promotore dell'iniziativa potrebbe essere incompleta di qualche dettaglio ma realizzata e messa nera su bianco con il cuore. La mostra durerà fino a domani e trova spazio nella saletta di via 2 Giugno. Di fronte agli occhi dei visitatori un tuffo nel passato, con la partenza alla fine del 1800, le due guerre mondiali, il fascismo, le speranze, le lotte e la storia fino al presente.

Attività produttive. La storia che fa da apripista alla futura nascita del sindacato comincia lontano nel tempo, alla fine del 1800, quando nel territorio di Certaldo prevaleva l'attività agricola. Pochi proprietari terrieri, rappresentanti di famiglie nobiliari, dall'altra parte fattorie assistite da mezzadri e braccianti, oltre che molti pastifici. La Carbonifera, Marzi, Giannozzi, Olmi, il Fornacione, Maccianti, Barnini, Neri e Venturi. Sono molti i nomi che già in un passato che sembra lontano hanno contribuito a dar vita alle prime società di mutuo soccorso che volevano garantire ai loro associati assistenza e una pensione. Si ispiravano a idee garibaldine, socialiste e aderenti alla Prima Internazionale.

“Il circolo”. Con i contributi degli associati nel 1907 nasce il Circolo Ricreativo - Culturale e prende il nome di Stanze Popolari. La prima sede nel palazzo Lenzoni in via Borgo Garibaldi. A loro fianco pochi anni dopo si formarono le Leghe, tese a tutelare gruppi particolari di lavoratori, come i braccianti, i barrocciai, gli edili, l'arte bianca e le rivestitrici di fiaschi. Si arriva ai tempi della prima guerra mondiale, quando le donne si mobilitano per impedire la partenza degli uomini richiamati e decidono, come protesta, di stendersi in massa sui binari, bloccando il treno. Gli intenti di leghe e associati si unirono, gettando le basi per la nascita della futura camera del lavoro.

Tra le due guerre. Dopo la fine della prima guerra mondiale i socialisti sono sempre in prima fila per aiutare i sindacati, mentre nel 1919 a Certaldo e Castelfiorentino si forma il primo consiglio delle leghe, embrione di quelle che diventeranno le camere del lavoro comunali. Al timone Guglielmo Nencini. Vennero trovati importanti accordi, dai miglioramenti economici fino alla nascita del volontariato con la Croce Verde, subito dotata di una sede e di una ambulanza con il ricavato di una fiera.

Il fascismo. Conquiste che il fascismo cancellò in una dura repressione nel 1921 quando la presenza dei fratelli Scarselli, ritenuti anarchici, venne usata come pretesto per arresti di massa e persecuzioni verso le sedi del sindacato. Venne bruciato tutto ma una nuova sottoscrizione popolare consentì di avere in poco tempo un'altra sede, in Borgo Garibaldi, dove si trasferiscono la Casa del Popolo e le altre organizzazioni di sinistra. Nel 1925 i fascisti sequestrano la casa del popolo che viene trasformata in casa del fascio. Nell'estate del 1944 torna in vita la Camera del Lavoro, il primo segretario generale è Arturo Conforti, poi Sergio Capecchi e successivamente Livio Marini. Altri due nomi, molto conosciuti a Certaldo, si susseguono come Marcello Masini e Mario Turchi.

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