Il Tirreno

Empoli

Riordino della sanità, Barnini scrive a Rossi

Il sindaco: «Garantire servizi sul territorio, prestazioni negli ospedali e governance locale»

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EMPOLI. Il sindaco di Empoli, Brenda Barnini, e i suoi colleghi di Prato (Matteo Biffoni) e Pistoia (Samuele Bertinelli),hanno condiviso riflessioni e preoccupazioni circa il riordino dell'assetto istituzionale e organizzativo del Servizio sanitario regionale, previsto dalla proposta di legge 396 varata nel gennaio scorso dalla giunta regionale toscana.

E hanno deciso di scrivere a Enrico Rossi, chiedendo un incontro per ottenere dal governatore garanzie per la cittadinanza e capire quali saranno le possibili ripercussioni che la nuova organizzazione potrebbe avere sul territorio dei loro comuni e dei territori di riferimento: «La prima riflessione - scrivono - riguarda il governo istituzionale, la modalità con cui i nostri Comuni potranno seguire e partecipare al processo intermedio di costruzione delle aziende di area vasta nel corso del 2015 e il ruolo che potremo rivestire nella nuova e più estesa Conferenza dei sindaci della nuova azienda Usl. L’unico vero livello di decisione istituzionale diventerà l’attuale Conferenza dei sindaci di area vasta, organismo che è previsto dalla normativa regionale da alcuni anni, ma che non ha mai avuto attuazione. Ne consegue una legittima preoccupazione di indebolire il patrimonio costruito negli anni dalle autonomie locali e la necessità di chiarire quale ruolo rivestiranno i singoli comuni nella Conferenza dei Sindaci delle aziende di area vasta e quale spazio avranno le attuali conferenze zonali dei sindaci/Società della salute. La seconda la produzione di servizi e prestazioni sanitarie presso gli ospedali provinciali di Empoli, Prato e Pistoia a seguito dell’unificazione delle aziende sanitarie e della conseguente costituzione di una rete ospedaliera di area vasta. É indubbiamente nostra volontà partecipare al processo di rafforzamento e costruzione della rete ospedaliera della nostra area vasta, ma vogliamo concordare le discipline specialistiche che, nell’ambito della rete, dovranno essere accentrate e quelle che dovranno continuare ad esistere in ogni territorio in modo da garantire la continuità ospedale / territorio».

La terza riguarda riflessione riguarda «la dislocazione territoriale della specialistica ambulatoriale e della diagnostica, sia con riferimento alla tipologia di offerta che alla gestione territoriale delle liste di attesa. Se, infatti, concordiamo con l’opportunità di specializzazione del personale e dei percorsi, allo stesso modo riteniamo che si debba prevedere luoghi di erogazione delle prestazioni disseminati sul territorio, secondo un programma efficace ed efficiente, in modo da rendere possibile l’accesso al SSR pubblico da parte dei nostri cittadini, in modo da scongiurare il rischio di dover forzatamente ricorrere alla sanità privata».

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