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Empoli

omicidio

Anziano strangolato in casa, catturato a Empoli il killer

Un arresto dei carabinieri (foto d'archivio)
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Un arresto dei carabinieri (foto d'archivio)

Il trentenne ha ucciso l'amico in provincia di Rovigo per poi fuggire in Toscana, ma è stato inchiodato dal dna

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EMPOLI. Un cittadino nordafricano, Abdelilah Sousou, di trent'anni è stato arrestato dai carabinieri a Empoli perché ritenuto  responsabile dell'omicidio di Sereno Berveglieri, il 78enne di San Pietro in Polesine, in provincia di Rovigo, ucciso tra il 25 e il 26 gennaio 2015 nella sua abitazione con un sacchetto di plastica in testa. L'anziano era stato ucciso probabilmente durante una rapina finita in tragedia e il cadavere era stato scoperto dai familiari un paio di giorni più tardi. L'assassino era poi fuggito a bordo dell'auto della vittima, un ex muratore. La vettura era stata successivamente ritrovata abbandonata in zona stazione a Ferrara.

Il trentenne, regolare in Italia, celibe, senza lavoro e con precedenti penali, è finito nella trappola dei militari del Nucleo operativo e radiomobile e delle compagnie di Rovigo e Castelmassa, che hanno lavorato in sinergia coi carabinieri del nucleo investigativo di Firenze e della stazione di Empoli.

Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Rovigo si erano subito concentrate sui conoscenti della vittima, dato che l'assassino era entrato nell'abitazione con il consenso di Berveglieri, alla luce del fatto che non erano stati riscontrati segni di effrazione. Nella casa mancavano però un televisore Lcd, una catenina d'oro e l'auto dell'anziano. I militari  hanno ricostruito la cerchia di conoscenze della vittima, tra le quali è subito emerso il cittadino magrebino, che immediatamente dopo l'omicidio si era allontanato dal Polesine per raggiungere la Toscana. Grazie ai filmati delle telecamere delle stazioni ferroviarie, alle intercettazioni e a una serie di appostamenti e pedinamenti, il trentenne è stato individuato a Empoli. A inchiodare l'assassino le tracce di dna lasciate sul luogo del delitto, addirittura sulle lattine di birra trovate nella spazzatura posta fuori dalla casa di San Pietro Polesine, e sull'auto di Berveglieri con cui l'assassino era fuggito, la Peugeot grigia ritrovata a Ferrara.  L'intervento dei carabinieri, con il fermo del marocchino, è avvenuto il 18 febbraio, quando, recuperati i risultati delle analisi del Dna, c'era il pericolo di perderlo dal controllo telefonico.

Abdelilah Sousou si stava organizzando per proseguire la sua fuga all'estero. Ora si trova nel carcere di Rovigo. Il Gip ha convalidato l'arresto.

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