Italia
Operai rinunciano all’integrativo per un nuovo macchinario da 2 milioni
Questo è l’accordo raggiunto allo stabilimento di pasticceria della Sammontana a Vinci. Saranno aumentati i pezzi prodotti e non ci saranno esuberi per i prossimi due anni
VINCI. Probabilmente alcuni anni fa la notizia avrebbe suscitato solo qualche vaga sottolineatura. Ma in tempi di delocalizzazioni selvagge, dipendenti messi alla porta nel tempo di un sospiro e soprattutto di chiusura dei rubinetti in fatto di investimenti, i due milioni di euro stanziati dalla Sammontana per rinnovare una linea produttiva all’interno dello stabilimento di Vinci sono veramente una manna. Non certo piovuta dal cielo, ma frutto di una lunga e costruttiva contrattazione con i sindacati che, insieme ai lavoratori, hanno deciso di fare un passo indietro per favorire l’investimento. In sostanza, queste erano le settimane in cui le parti avrebbero dovuto discutere del contratto integrativo in scadenza. Ma di questo si è deciso di tornare a parlare non prima di due anni.
A convincere i lavoratori è stata proprio la proposta avanzata dalla direzione di dirottare sullo stabilimento di Vinci un investimento importante, che garantirà i posti di lavoro – che non sono pochi, visto che nella sede di Vinci operano poco meno di 200 dipendenti - nei prossimi anni e che potrebbe invertire la rotta ad un trend ormai da tempo caratterizzato dal segno meno. Si tratta di una linea tecnologicamente avanzata che permetterà la lavorazione di “prodotti stesi a lievito di birra”. Una produzione questa che non era mai stata intrapresa nel nostro territorio, ma che si svolgeva solo nella sede di Milano. La nuova linea dovrebbe arrivare a sfornare qualcosa come tre milioni e mezzo di pezzi ogni anno. Per poter sfruttare al meglio le innovazioni tecnico-organizzative saranno anche intrapresi percorsi di formazione professionale per i dipendenti. «Quello che ha deciso di fare l’azienda è un investimento importante – spiega Francesco Baccanelli della Flai Cgil – specialmente di fronte ad uno scenario nel quale molte imprese del territorio, anche di un certo spessore, decidono di andarsene altrove. Si dimostra l’interesse da parte della Sammontana a cercare soluzioni nuove che possano rompere il muro della crisi. In questo anche i lavoratori hanno fatto la loro parte andando incontro alle richieste dell’azienda che sono state di rispettare la struttura organizzativa, trovare una quadra sugli orari e soprattutto congelare la contrattazione integrativa fino al 2016. Ovviamente per quanto ci riguarda si tratta di un accordo difensivo che punta più che altro ad assicurare l’occupazione nello stabilimento, ma speriamo che l’investimento possa condurre ad una fase di crescita».
La garanzia dei posti di lavoro è sicuramente un punto cruciale in questa trattativa, anche perché tra i sindacati che hanno partecipato agli incontri c’è anche chi avanza la possibilità che senza questo investimento si sarebbe arrivati entro la fine dell’anno a qualche decina di esuberi.
«Il rischio di perdere 15-20 posti di qui a pochi mesi c’era – argomento Federico Mambrini della segreteria Uila-Uil Toscana – anche perché i dati presentati dalla direzione indicavano un trend negativo che ormai si protrae da almeno tre anni. Perciò siamo molto soddisfatti di aver raggiunto un accordo che scongiura questa possibilità. In cambio i lavoratori hanno acconsentito a non contrattare un premio al rialzo sul contratto per i prossimi due anni. Certo questo ha facilitato la scelta della direzione che, accanto a quello di Vinci, aveva la possibilità di investire negli stabilimento di Pomezia o di Verona. La speranza è che la nuova linea apra le porte ad un orizzonte di speranza per la ripresa e da questa via che in futuro si possa arrivare a nuove assunzioni. Inoltre, un altro obiettivo che secondo noi è alla portata con questo accordo è la riorganizzazione dei turni che speriamo possano diventare tre per tutto l’anno».
La nuova linea andrà a sostituirne una più obsoleta che era già destinata alla dismissione. Tra il trasferimento e il montaggio dei macchinari da una parte e la formazione dei lavoratori dall’altra, la nuova produzione dovrebbe partire intorno a novembre prossimo.
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