Separazione low-cost, boom del nuovo servizio
A Empoli in pochi giorni già otto coppie sono andate in Comune, la spesa massima è di 43 euro
EMPOLI. Il low cost è una formula che ha ormai permeato ogni aspetto della vita di una persona. E se ormai da anni ha sfondato nel businness dei matrimoni, adesso è stata introdotta di diritto – è il caso di dirlo – anche nelle cause di separazione o divorzio.
Basta che le parti siano d’accordo è il tutto si può risolvere negli uffici comunali con una spesa che va da un minimo di 16 ad un massimo di 43 euro. E per di più con tempi di procedura ridottissimi rispetto al passato. Il sistema, introdotto dalla legge 162 del novembre scorso (che ha ratificato il decreto legge 132 di due mesi prima), ha già riscosso un discreto successo ad Empoli. Negli uffici dello Stato civile in piazza del Popolo, infatti, i primi contatti sono arrivati all’inizio di gennaio e ad oggi sono già stati fissati sei appuntamenti. Di questi, due hanno già superato la prima istanza. Inoltre, sono già state chiuse due trascrizioni di convenzioni assistite da avvocati. «Sinceramente non ci aspettavamo un’affluenza così nel breve periodo da quando è stato attivato il nuovo servizio – spiegano dall’ufficio comunale preposto – fino ai primi di gennaio, infatti, il riscontro è stato limitato, c’erano state solo poche telefonate per informazioni.
Ma da alcune settimane la macchina si è attivata e abbiamo già avviato quattro pratiche e altrettanti appuntamenti li abbiamo fissati in agenda». Ma come funziona? Nel più semplice dei casi, i coniugi che intendano intraprendere la separazione o - qualora si siano già separati da tre anni - il divorzio, basta che si presentino all’ufficio Stato civile del Comune di residenza di almeno uno dei due o dove è stato trascritto l’atto di matrimonio con la documentazione del caso. In quella sede viene dato loro un appuntamento nel quale dovranno firmare una dichiarazione consensuale di separazione o divorzio.
Dopo trenta giorni dovranno tornare in Comune e confermare il loro proposito (la legge, infatti, garantisce il diritto al ripensamento), pagare 16 euro come quota per i diritti fissi e il gioco è fatto. Questa procedura, la più semplice ed economica prevista e contenuta nell’articolo 12 della legge, vale però solo nel caso in cui i coniugi non abbiano figli minori o maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave o ancora economicamente non autosufficienti. Inoltre, è esclusa dall'accordo davanti all'Ufficiale qualunque clausola avente carattere dispositivo patrimoniale come potrebbe essere l'uso della casa coniugale oppure l'assegno di mantenimento per uno dei due coniugi.In questo caso, il risparmio sarebbe davvero enorme, visto che finora era necessario rivolgersi a dei legali e portare il caso in tribunale con tempi tutt’altro che certi sull’esito della causa.
Basti considerare che in media, anche considerando che i due coniugi entrambi d’accordo sulla separazione o il divorzio e quindi assistiti da un unico studio, la spesa non sarebbe inferiore ai duemila euro. Tuttavia, come molti commentatori e addetti ai lavori hanno sottolineato, le condizioni poste dall’articolo 12 sono piuttosto stringenti e vanno incontro ad una minima parte di coloro che intraprendono la via della separazione.Quello che prevede l’articolo 6 ripara – seppure in parte – a questo gap. Chi, infatti, avesse figli (che non siano maggiorenni ed economicamente autosufficienti) o comunque dovesse dirimere questioni di tipo patrimoniale, dovrà in ogni caso farsi assistere da un avvocato, ma potrà evitare la via del tribunale.
I coniugi dovranno combinare un incontro in uno studio legale nel quale fisseranno i termini della separazione e a quel punto potranno recarsi in Comune, dove l’ufficiale di Stato civile ratificherà l’accordo e trasmetterà l’atto con una spesa di 43 euro. Nel circondario la quota dei divorziati rappresenta il 2% della popolazione. Tra uomini e donne, l’Istat ha censito poco meno di 3.500 persone divorziate su un totale di 174.487 abitanti. I comuni più interessati sono Empoli (1.106), Fucecchio (457), Montespertoli (354) e Certaldo (305). Nel conto, però, non viene considerata la quota di separati.
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