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Sconti sulla Tari per 1000 aziende artigiane

di Alessandro Marmugi
La presentazione dell'accordo nella sede della Cna (foto agenzia Carlo Sestini)
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La presentazione dell'accordo nella sede della Cna (foto agenzia Carlo Sestini)

Accordo tra Cna, Publiamente e Unione dei Comuni. Fino al 60% di sconto sulla bolletta per panifici, pasticcerie, gelaterie e pizzeria a taglio

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EMPOLI. E' in arrivo una boccata d'ossigeno per quasi mille attività del circondario che operano nei settori alimentari artigianali, grazie al provvedimento "sfornato" (è proprio il caso di dirlo) attraverso la collaborazione tra Cna, Unione dei Comuni e Publiambiente. Per panifici, pasticcerie, gelaterie e pizzerie a taglio sono dunque in arrivo forti sconti sulla Tari, grazie alla decisione condivisa da gestore, amministrazione e associazione di inserire queste attività in una categoria, tra quelle presenti nel regolamento per determinare la tassa sui rifiuti, molto più vantaggiosa di quella attuale.

Cosa succede. Da uno studio di Cna, portato avanti anche grqzie alle segnalazioni degli artigiani, sono emerse alcune anomalie per quanto riguarda i settori alimentari artigianali, che producono nello specifico ciò che vendono, quindi panifici, pizzerie a taglio, gelaterie e pasticcerie. Nel regolamento Tari queste attività fino ad oggi sono state classificate nelle categorie per le attività di commercio numero 24 o 25, con una tassazione al metro quadro molto alta e svantaggiosa. Così, grazie allo scambio di informazioni tra Cna, Unione dei Comuni e Publiambiente è stato possibile individuare delle categorie più consone a queste attività artigianali, le categorie 20 e 21. In questo modo tali attività potranno risparmiare sulla Tari fino al 60 %.

A chi si rivolge. Il cambio di categoria entrato in vigore dal 1 gennaio 2015, inciderà proprio sulla Tari dell'anno in corso. Potranno usufruire del cambio di categoria (entreranno nella 20 e nella 21), le attività con superfici dedite alla produzione e al magazzino superiori alla parte dedicata all vendita. Chi invece ha la superficie preposta alla produzione e al magazzino, inferiore alla parte di vendita potrà entrare nella categoria 20 o 21 solo se vende prodotti del proprio ciclo produttivo. Prendendo l'esempio di un panificio, se il locale dove viene prodotto il pane e il magazzino sono complessivamente più piccoli della parte aperta al pubblico, il panificio può usufruire del cambio di categoria, dunque dello sconto, solo però se vende prodotti di produzione propria. Per quanto riguarda invece le attività con superfici dedite alla produzione e al magazzino uguali o coincidenti con la superficie di vendita, per cambiare categoria dovranno certificare quanti corrispettivi derivano dalla vendita di beni prodotti in proprio e quanti dalla attività commerciale. Dunque prendendo ancora ad esempio un panificio, che magari vende oltre al pane che sforna ogni mattina anche altri prodotti alimentari, questo può usufruire degli sconti se questi prodotti "esterni" venduti, come bibite, pasta ecc., rappresentano un percentuale bassissima degli introiti. In ogni caso le singole posizioni possono essere negoziate con Publiambiente che procederà anche a delle verifiche.

Come avere lo sconto. Nella categoria 24 infatti si pagano di Tari 18,01 euro a metro quadro che possono scendere fino a 12,61 con lo sconto del 30% per i virtuosi mentre nella categoria 25 si pagano 13,28 euro al metro quadro 9,30 con lo sconto. Da tali cifre, chi passa alla categorie 20 e 21 può arrivare a pagare 3,37 euro a mq nel primo caso o 3,29 nel secondo (usufruendo degli sconti per i virtuosi). «Ora che il legislatore ha smesso di cambiare le carte in tavola - ha spiegato Paolo Regini, presidente di Publiambiente - siamo potuti intervenire cercando in maniera equa di dare un beneficio ai cittadini». Chiunque voglia usufruire degli sconti può rivolgersi a Cna che offrirà consulenza.
 

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