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Addio a Piero Salvadori, il re dei piumini

Addio a Piero Salvadori, il re dei piumini

Col suo ingresso in società la Salco aveva conquistato i mercati internazionali. Aveva 60 anni, oggi i funerali in Collegiata

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EMPOLI. Ha lottato con grande tenacia per un anno contro una terribile malattia. Che però non gli ha dato scampo. Piero Salvadori è morto ieri nella sua Empoli. Grande appassionato di sport e tifoso azzurro, il suo nome era legato a doppio filo al mondo della moda, come presidente del consiglio di amministrazione della Salco con sede in via Carducci, uno dei marchi storici dell'abbigliamento, capace di conquistare i mercati internazionali con piumini e capispalla da donna.

Un'azienda fondata nel 1951 dal padre di Piero, Ricciotti (per anni membro del cda dell’Empoli Fc) insieme al fratello Silvano, prima a Chiesina Uzzanese e poi trasferita a Empoli, all’epoca “patria” dell’impermeabile italiano.

Nei primi anni di attività la Salco si era contraddistinta nella produzione di impermeabili maschili, raggiungendo un’importante posizione nel mercato italiano. Tutte le fasi della produzione – dalla modellistica al taglio, dalle catene di cucito allo stiro – avvenivano totalmente all’interno dell’azienda, con tessuti provenienti dal distretto di Como.

I modelli proposti erano inizialmente due: l’impermeabile monopetto e il trench doppiopetto, nelle versioni estiva e invernale.

Negli anni Settanta l’azienda empolese conosce il suo momento di massimo fulgore: i dipendenti sono circa trecento, il fatturato raggiunge i dieci miliardi di lire e i modelli proposti sono diventati una quindicina. Salco (Salvadori Confezioni) comincia inoltre a produrre anche modelli da donna. Il successo raggiunto è testimoniato - tra le altre cose - anche dalla sponsorizzazione della nazionale italiana di calcio durante i Mondiali di calcio in Germania del 1974, alla quale Salco fornisce gli impermeabili per tutto il team guidato dal commissario tecnico Ferruccio Valcareggi.

Gli anni Ottanta vedono l’ingresso in azienda di Piero, neolaureato in economia e commercio, e la Salco comincia ad avvalersi della collaborazione di stilisti esterni, avvia la produzione di piumini – che diventeranno il core business dell’azienda – e dalla fine del decennio trasforma progressivamente il suo prodotto, concentrandosi sulla produzione di capispalla donna.

Negli anni successivi l'azienda inizia la conquista del mercato internazionale, con le prime esportazioni in Giappone (successivamente anche in Cina) e, soprattutto con i piumini, nel mercato russo, ritagliandosi una fetta di mercato importante anche in altri Paesi.

La Salco oggi ha anche uno showroom in via Montenapoleone a Milano.

E proprio il Giappone era stata l'ultima meta dei viaggi di lavoro di Piero, circa un anno fa, quando avevano cominciato a manifestarsi i primi sintomi della malattia che se l'è portato via. Piero Salvadori è morto ieri nella sua abitazione di via Bisarnella a Empoli, dove in tanti nelle ultime ore si sono recati per rivolgere un ultimo saluto a un imprenditore di successo e per porgere le condoglianze alla famiglia.

Il “re dei piumini” lascia la moglie Roberta Lippi e la figlia Valentina, che da alcuni anni è responsabile marchio e comunicazione della Salco. Il funerale si terrà oggi alle ore 15, nella Collegiata di Sant’Andrea a Empoli.

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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