Italia
Braccialetti rossi, una canzone per l’amico morto di meningite
Cori, striscioni e tanta commozione tra i ragazzi della scuola media di Cerreto Guidi per ricordare il tredicenne Giovanni Locci: «Ognuno di noi ha un paio di ali ma solo chi sogna impara a volare»
CERRETO GUIDI. Un'atmosfera struggente, condita da tante lacrime e qualche sorriso amaro, messo lì per coprire il dolore per la scomparsa di un compagno di scuola. Si sa che i bambini sono spesso trasparenti nelle loro emozioni, che non hanno maschere e che per questo mostrano pienamente ciò che provano, sia quando sono felici che quando sono immensamente tristi.
Ed è andata così anche alla scuola media Leonardo Da Vinci di Cerreto Guidi, quella che fino a pochi giorni fa vedeva tra i banchi anche lo sfortunatissimo Giovanni Locci, il ragazzino strappato alla vita da una meningite fulminante sabato scorso. I suoi compagni di classe e di scuola ieri hanno voluto ricordarlo così, cantando canzoni tristi ma piene di significato, seguite da cori che inneggiavano al loro amico scomparso. E poi tanti striscioni e cartelloni, con al centro il nome di Giovanni.
I ragazzi hanno fatto tutto spontaneamente e i professori li hanno seguiti. Molto di loro - sia studenti che insegnanti che collaboratori scolastici - avevano gli occhi rossi e qualcuno non è riuscito a trattenere le lacrime. Giusto così, non avrebbe avuto senso farlo: tenere dentro un dolore del genere quando si è così piccoli non farebbe altro che far star male ancora di più i ragazzi, che così hanno voluto cantare per il loro amico che oggi non c'è più ma che porteranno sempre nel cuore. Hanno intonato "My heart will go on" di Celine Dion, la struggente e famosissima colonna sonora del colossal Titatic: poi "Let it be" dei Beatles e "Io non ho finito", colonna sonora della serie tv "Braccialetti rossi", incentrata sulla lotta di alcuni ragazzi contro le malattie più terribili. I bambini che si abbracciavano e che si facevano forza fra di loro, perché d’ora in poi dovranno convivere con la mancanza di una persona a cui hanno voluto tanto bene. «Di sicuro avrai già conquistato tutto il paradiso», «Giovi resterai nei nostri cuori», «Ognuno di noi ha un paio di ali ma solo chi sogna impara a volare»: erano questi i tre striscioni più significati realizzati dai ragazzi della media Da Vinci. E nel frattempo alunni ed insegnanti continuavano a creare cartelloni per il piccolo Giovanni, che è stato ricordato anche per la sua grande passione per il pianoforte.
Il ricordo cantato di Giovanni è durato per una buona mezzora: poi i professori hanno richiamato i ragazzi nelle loro classi per ripartire.
Una forma fulminante di meningite non gli ha dato scampo sabato scorso. È morto in un letto del reparto di terapia intensiva del San Giuseppe. La sepsi da meningococco si è portato via “Giovi”. Le condizioni di Giovanni, che sembrava avere i classici sintomi influenzali, sono precipitate nella tarda serata di venerdì scorso, quando il termometro è arrivato a 41.7º di febbre.
La corsa in ospedale, i primi accertamenti, il ricovero in terapia intensiva. I medici valutano il trasferimento al Meyer di Firenze. Ma non c’è tempo. Il cuore del tredicenne smette di battere per sempre all’alba di sabato. Dalle analisi realizzate al Meyer - dove Giovanni non è mai arrivato - è arrivata la diagnosi: il piccolo è stato strappato alla vita da una meningite fulminante. E da lì è scattata la profilassi per 81 persone, quelle state più a stretto contatto col giovane cerretese, il cui banco a scuola ieri mattina era tristemente vuoto. Ci hanno pensato i suoi amici a scaldare l'atmosfera, ricordandolo con canti, musica e parole dolci piene di affetto.
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