Il Tirreno

Empoli

Suonò con Buscaglione morto maestro di musica

Indro Pozzolini era conosciutissimo a Fucecchio, aveva suonato nella banda E ha insegnato a numerose generazioni di ragazzi e adulti

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FUCECCHIO. La grande tradizione musicale di Fucecchio perde uno dei suoi storici protagonisti, Indro Pozzolini, spentosi nella sua abitazione in via Paisiello, dove la salma è ora esposta per l’ultimo saluto. Aveva 96 anni. Prima del Natale scorso si era rotto il femore, e da allora non è più stato bene per le conseguenze, finché ha accusato difficoltà a deglutire i liquidi. Quando le condizioni si sono aggravate, è accorsa l’ambulanza del 118 ma per lui non c’è stato più niente da fare.

Il maestro Pozzolini lascia la moglie Filippina, il figlio Fiorello, la nuora Giuseppina, i nipoti Gabriele che ha ereditato la passione per la musica e si è pluridplomato al Conservatorio di Firenze, e Davide con la moglie Samanta e il piccolo Lorenzo. Le esequie funebri verranno celebrate oggi alle 15 nella chiesa dei Frati.

Indro, persona molto sociale, era conosciutissimo. Perché ha suonato nella banda di Fucecchio, ma soprattutto perché in tempo di guerra ha suonato il sassofono con lo scanzonato Fred Buscaglione e con il musicista Giulio Libano, poi autore dei primi successi di Adriano Celentano. Accadde a Torino, e grazie a questa abilità riuscì a evitare di andare al fronte.

Raccontava che Buscaglione era tale e quale come quando cantava le canzone che poi ne hanno fatto la fortuna, una vita che purtroppo l’ha portato troppo presto alla morte prematura a Roma, in un incidente stradale quando aveva raggiunto il grande successo.

Era rimasto in contatto anche con Giulio Libano, altro musicista affermato. «Da entrambi ho imparato molto, musicalmente», raccontava all’edicolante Canapino, altro musicista, lasciando a bocca aperta gli ascoltatori. Racconta il suo fraterno amico maestro Mario Catastini: «E’ stato il mio maestro nella banda di Fucecchio, ed era molto esigente. D’altronde aveva imparato a sua volta da un direttore che non si contentava mai finché il musicista non dava il massimo musicalmente».

E questo aver imparato bene il mestiere si è rivelato per Indro Pozzolini una fortuna in tempo di guerra, ma anche nel dopoguerra perché al ritorno dalla Sardegna aveva perso il posto alla Saffa, la fabbrica dei fiammiferi fucecchiese, ma grazie al direttore didattico Giulio Vezzosi ebbe l’incarico di insegnante di musica bandistica ai ragazzi, oltre che agli adulti, e per questo fu stipendiato dallo Stato. Non era molto il compenso, tanto è vero che l’alternava con il lavoro di mobiliere, ma ciò gli ha consentito poi anche di maturare la pensione.

Luciano Gianfranceschi

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